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Vlahovic e quella frase su David che è una frecciata a Comolli, ora l'Ad si gioca tuttoTUTTO mercato WEB
Oggi alle 06:40Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Vlahovic e quella frase su David che è una frecciata a Comolli, ora l'Ad si gioca tutto

Dusan Vlahovic lascia la Juventus. Pesano richieste economiche elevate e un rapporto difficile con Comolli. Ora serve il sostituto giusto.

Il futuro di Dusan Vlahovic è stato uno dei temi centrali del mercato bianconero, quella che fino a qualche mese fa sembrava una situazione recuperabile si è trasformata in una separazione definitiva. Le richieste economiche avanzate dall'attaccante serbo e dal suo entourage vengono considerate particolarmente difficili da sostenere per una Juventus che sta cercando di ridurre i costi e costruire una struttura salariale più equilibrata.

La frase che ha fatto discutere

Tra gli episodi che hanno alimentato il dibattito attorno al centravanti serbo, uno in particolare ha attirato l'attenzione dell'ambiente bianconero: "Io non sono Jonathan David". Una dichiarazione che ha fatto rumore e che molti hanno interpretato come una presa di posizione netta. In realtà, era un concetto che gran parte dei tifosi aveva già compreso da tempo. Vlahovic è sempre stato un giocatore diverso per caratteristiche, status e aspettative economiche. Il problema è che, nel calcio moderno, il valore percepito deve andare di pari passo con il rendimento sul campo ed è proprio su questo aspetto che negli ultimi anni si è aperta una discussione sempre più accesa.

Un rapporto mai decollato con Comolli

Un altro elemento che pesa nella vicenda riguarda il rapporto con Damien Comolli, tra il dirigente francese e l'attaccante non si sarebbe mai creata una vera sintonia, né sul piano progettuale né su quello delle prospettive future. Le strategie della nuova dirigenza puntano verso una Juventus più sostenibile dal punto di vista economico e meno dipendente da contratti particolarmente pesanti, una visione che si scontra inevitabilmente con la posizione del centravanti serbo.

Il vero esame per Comolli

Con l'addio di Vlahovic,  il dirigente francese si troverebbe davanti alla sfida più importante della sua gestione, sostituire il numero nove bianconero non sarà semplice. Al di là delle critiche ricevute nel corso delle ultime stagioni, Vlahovic resta un attaccante che ha garantito gol, presenza fisica e un peso specifico importante nel reparto offensivo. Perdere il serbo senza individuare un sostituto all'altezza rappresenterebbe un rischio enorme per le ambizioni della Juventus.

Il mercato dirà chi ha ragione

La sensazione è che il destino delle prossime stagioni bianconere passerà anche da questa scelta. Comolli si gioca una parte significativa della propria credibilità sul mercato proprio nella gestione del dopo Vlahovic. Non basterà cedere un giocatore importante: servirà dimostrare di avere una strategia chiara e la capacità di costruire una Juventus più forte.

Il caso Vlahovic, dunque, non riguarda soltanto il futuro del centravanti serbo, riguarda anche la capacità della nuova dirigenza di dimostrare che il progetto bianconero può davvero ripartire con basi più solide e competitive.