Comolli ha firmato con bonus alla firma. Come un calciatore
“Ho deciso di lasciare il mio incarico di Chief Executive Officer di Juventus Football Club con effetto immediato". Con queste parole Damien Comolli ha salutato il bianconero, dopo un solo anno. "Desidero ringraziare John Elkann ed Exor per avermi offerto l'opportunità di lavorare per questo prestigioso Club. Vorrei inoltre ringraziare tutti i colleghi della Juventus per il loro impegno, la loro professionalità e la loro dedizione, augurando a tutte le Squadre femminili e maschili le migliori soddisfazioni per la stagione che sta per iniziare. Un ringraziamento speciale va infine ai tifosi bianconeri per il loro incredibile sostegno. Sono loro a rendere questo Club un luogo davvero unico e speciale".
Un anno come Cristiano Giuntoli prima di lui. O meglio, l'ex Napoli aveva avuto due stagioni, ma la prima era chiaramente penalizzata dal fatto che fosse arrivato in corsa - e con Manna che aveva già chiuso l'acquisto di Timothy Weah - e che non avesse avuto praticamente budget. Le sue scelte erano incominciate con Thiago Motta e l'epurazione di tanti calciatori. Lui, forse, non se lo aspettava. Comolli un po' di più, visto che a marzo aveva un piede fuori dalla porta dopo un febbraio terrificante. Salvo poi ricominciare a prendere un po' di quota, per infine concludere come sembrava dovesse già da qualche mese.
Comolli non è stato l'unico problema, ma l'Italia non è un paese semplice dove fare calcio. Perché, purtroppo o per fortuna, le dinamiche sono diverse che in altre situazioni. Certo, sarebbe bello conoscere la sign on firm - il bonus alla firma - che hanno dato a Comolli, così come il perché bisogna darla a chi non è calciatore...


