Pellegrino attaccante comprimario. Ma non sappiamo se vale la Juve
Mateo Pellegrino può essere un più che discreto acquisto. A patto che non sia la stella polare della formazione di Spalletti per la prossima stagione. Quello che prende il posto di Vlahovic, per intenderci, ammesso e non concesso che Openda - seguito dal Lione - e David riescano a trovare una sistemazione facile. E poi che lo stesso serbo rimanga sulle sue, mentre siamo al 15 luglio e non ha ancora una destinazione in mente, né lui né suo padre. Chissà il perché.
Salto triplo
Passare dal Parma alla Juventus, di questi tempi, è ancora più difficile. Non che Pellegrino possa avere l'hype del Vlahovic dei tempi, seppur non costi pochissimo dal punto di vista del cartellino. Dovrebbe, almeno nelle idee e nel condizionale, un'aggiunta e non un titolare inamovibile per l'attacco, magari un'alternativa quando le partite si fanno difficili contro avversari particolarmente chiusi. L'Inter un anno fa ha preso Bonny ed Esposito che, nel frattempo, hanno avuto la possibilità di crescere senza pressioni. Alla Juventus questo non esiste, visto che non c'è un attacco.
Dunque non sarebbe semplice ipotizzare la traiettoria di Pellegrino, nove gol nella scorsa annata. Dal calcio di provincia al vincere - o almeno tentarci - c'è un bel gap.


