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I due lati brasiliani della medaglia, esuberi, oppure no?TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 09:05Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

I due lati brasiliani della medaglia, esuberi, oppure no?

Douglas Luiz convince nel primo tempo contro il Basilea, Arthur delude. Il futuro del centrocampo della Juventus passa anche dal brasiliano.

La prima amichevole stagionale della Juventus ha lasciato indicazioni contrastanti, soprattutto a centrocampo, se da una parte Douglas Luiz ha mostrato segnali incoraggianti, confermando di avere qualità fuori dal comune, dall'altra Arthur ha offerto una prestazione sottotono, perdendo un'altra occasione per rilanciarsi agli occhi di Luciano Spalletti, due brasiliani, due percorsi completamente diversi, due messaggi che potrebbero pesare anche nelle prossime settimane.

Douglas Luiz, la qualità non è mai stata in discussione

Il primo tempo disputato contro il Basilea è probabilmente la notizia migliore per Spalletti. Douglas Luiz è apparso più coinvolto rispetto a quanto visto nella scorsa stagione, partecipando con continuità alla costruzione della manovra e cercando spesso la giocata verticale, il brasiliano si è mosso con intelligenza, ha chiesto il pallone, ha dettato i tempi del gioco e ha dimostrato quella pulizia tecnica che da sempre rappresenta il suo marchio di fabbrica, le qualità non sono mai state il problema, visione di gioco, controllo orientato, precisione nei passaggi e capacità di uscire dal pressing sono doti che pochi centrocampisti possono vantare.

Il vero esame è un altro

Il punto interrogativo, però, resta sempre lo stesso, Douglas Luiz deve dimostrare di poter essere protagonista per un'intera stagione e non soltanto a sprazzi. È ciò che gli ha chiesto pubblicamente anche Spalletti dopo la gara, il tecnico bianconero vuole vedere un giocatore più feroce, più intenso, capace di aumentare il volume delle proprie prestazioni e di incidere anche quando la partita richiede corsa, recuperi e duelli, la sensazione è che il brasiliano abbia tutto per diventare uno dei migliori centrocampisti della Serie A, ma il salto definitivo dipenderà esclusivamente da lui. La tecnica lo porterà sempre a giocare belle partite, mentre saranno determinazione, continuità e personalità a trasformarlo, eventualmente, in un leader della Juventus.

Spalletti gli ha lanciato la sfida

Le parole del tecnico dopo il Basilea sono sembrate quasi un invito a liberare definitivamente il proprio potenziale,  Spalletti non gli chiede di migliorare tecnicamente, perché sa già cosa può fare con il pallone tra i piedi, gli chiede invece di diventare dominante anche senza il pallone, di correre trenta metri in più per recuperare un possesso, di trascinare i compagni nei momenti difficili, se riuscirà a fare questo passo, Douglas Luiz potrà davvero diventare uno dei pilastri della nuova Juventus.

Arthur, il lato opposto della medaglia

Se Douglas Luiz ha lasciato sensazioni positive, Arthur ha invece vissuto un pomeriggio complicato, il centrocampista è apparso lento nella circolazione del pallone, poco incisivo e autore di alcuni errori tecnici insoliti anche nelle giocate più semplici. È mancata la brillantezza, ma soprattutto quella personalità necessaria per guidare il gioco quando la squadra aveva bisogno di qualità, a  pesare ulteriormente sulla sua prestazione è stato anche il calcio di rigore concesso, un episodio evitabile che ha rischiato di compromettere il risultato e che soltanto la parata di Perin ha impedito di trasformarsi nel gol della sconfitta, per un giocatore chiamato a rilanciarsi, era un'occasione importante. E la sensazione è che non sia stata sfruttata.

Il futuro del centrocampo passa da Douglas Luiz

La Juventus esce da Basilea con una certezza e un interrogativo. La certezza è che Douglas Luiz possiede tutte le qualità per diventare un centrocampista di riferimento nel sistema di Spalletti, l'interrogativo riguarda invece la sua capacità di mantenere questo livello per tutta la stagione. Arthur, al contrario, sembra sempre più ai margini del progetto tecnico, le qualità nel palleggio restano, ma il calcio moderno richiede intensità, ritmo e continuità, aspetti nei quali continua a faticare, l'unica strada è la cessione.