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Ancora una volta tutto (o quasi) negli ultimi tre giorni di mercato. Juventus ferma al palo da tutta l'estate: che senso ha spendere così tanto per Kolo Muani? Milan-Roma e lo scambio Dovbyk-Gimenez: i due meritavano un altro trattamentoTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Lorenzo Di Benedetto

Ancora una volta tutto (o quasi) negli ultimi tre giorni di mercato. Juventus ferma al palo da tutta l'estate: che senso ha spendere così tanto per Kolo Muani? Milan-Roma e lo scambio Dovbyk-Gimenez: i due meritavano un altro trattamento

Sembra uno scherzo, ma come sempre è tutto vero. Il calciomercato dura un'infinità di tempo, quest'anno c'è stata anche la finestra aggiuntiva dal 1° al 10 giugno, ma gli ultimi tre giorni saranno quelli nei quali tutto può succedere, per buona pace degli allenatori che, giustamente, si lamentano di vivere queste prime settimane di partite ufficiali con alcuni dei loro calciatori concentrati più sulle trattative che sul calcio giocato. Cerchiamo di mettere ordine su quello che deve ancora succedere, a cominciare dalla Juventus, vera delusione, almeno fino a questo momento, del mercato. Delusione per dei semplici motivi. A oggi l'unico volto nuovo presente nella rosa di Igor Tudor, è quello di Jonathan David (oltre a Joao Mario di cui parleremo tra poco), arrivato a parametro zero al termine di una trattativa che era nata già a febbraio, portata avanti dalla precedente dirigenza (Cristiano Giuntoli) che aveva di fatto concluso l'operazione prima della fine di questa stagione. Per il resto gli "acquisti", se così li possiamo chiamare, per la prima squadra, sono quelli di Pierre Kalulu, riscattato dal Milan, Joao Mario, appunto, nello scambio che ha portato Alberto Costa al Porto, e Francisco Conceicao, arrivato per una cifra superiore, seppur di poco, alla clausola che era presente nel suo contratto con lo stesso club lusitano. Di fatto, dunque, il mercato della Juventus è fermo al palo, da tutta l'estate. Di voci ce ne sono state tante, di fatti veramente pochi. A iniziare dalla telenovela legata a Randal Kolo Muani, che ha giocato la seconda parte della passata stagione in bianconero, Mondiale per Club compreso, per poi far ritorno al Paris Saint-Germain, con la promessa da parte del club, sia al calciatore che a Igor Tudor, che presto sarebbe tornato a Torino. Ecco, quella promessa, almeno per ora, non è stata rispettata e vedremo che cosa succederà in questi ultimi tre giorni di mercato. Ma la domanda che ci facciamo è questa: che senso ha spendere così tanto per il francese? Non stiamo parlando di un vero e proprio bomber, visto che i suoi numeri della parentesi alla Juventus un po' mentono. 8 gol in 16 presenze in Serie A sono, di per sé, un bel bottino, ma la distribuzione delle reti nelle varie giornate smaschera un pochino questa valutazione. 5 reti nelle prime tre gare in Italia, 3 nelle altre altre tredici, quelle dove la squadra di Tudor si giocava l'accesso alla Champions League, poi comunque ottenuta. E allora davvero la Juventus farebbe bene a spendere 60 milioni di euro, a prescindere da quella che sarà la formula, per Kolo Muani? Ci verrebbe da rispondere di no, per due motivi. Il primo è che visti i prezzi in giro per l'Europa la sensazione è che si potrebbe trovare di meglio, non adesso, visto che siamo alle ultime battute del mercato, ma con un pizzico di strategia in più non sarebbe stata un'impresa. Il secondo invece riguarda Dusan Vlahovic. La strategia con il serbo è stata sbagliata. Una volta capito che il giocatore non se ne sarebbe andato, e lo sappiamo da tanto tempo, già dall'inizio di questo calciomercato, la Juventus avrebbe dovuto accettare la cosa, come tanti club fanno continuamente, e "sfruttare" Vlahovic per tutta la stagione, mettendolo nelle condizioni di poter essere decisivo, come spesso è stato nella sua carriera. Vlahovic è più centravanti rispetto a Kolo Muani, la Juventus dovrà pagarlo 12 milioni di euro netti in questa stagione e per il bene di tutti la soluzione migliore sarebbe quella di mettersi a un tavolo, stringersi la mano e decidere di andare avanti insieme per un altro anno, per poi salutarsi al termine del campionato sperando di poter festeggiare qualcosa insieme anche grazie ai suoi gol. Il tempo per fare una manovra del genere c'è. I soldi stanziati per Kolo Muani sarebbe meglio spenderli per prendere giocatori diversi, per altri reparti. Infine voglio parlare un attimo del possibile scambio tra la Roma e il Milan che riguarderebbe Artem Dovbyk e Santiago Gimenez. I due club vorrebbero farlo, perché preferirebbero l'uno il centravanti dell'altro, e alla fine chissà che questa mossa non potrebbe fare bene a tutti. Una cosa è certa però, l'ucraino e il messicano avrebbero meritato un trattamento migliore. Il primo lo scorso anno, nella sua prima stagione in Serie A, ha segnato 12 gol, che non saranno tantissimi, ma che sono stati molto pesanti, visto che hanno portato 14 punti (14!) alla Roma. Ranieri ha vinto tantissime partite di misura, per 1-0, e il nome di Dovbyk è stato spesso nel tabellino. Non meriterebbe un'altra chance? Sicuramente sì. Altra chance che meriterebbe, al Milan, anche Gimenez. Nella sfida contro il Lecce il numero 7 rossonero ha sbagliato un gol apparentemente semplice nel primo tempo e soltanto un piede un fuorigioco, nelle ripresa, gli ha impedito di sbloccare la partita: morale della favola? Quando un attaccante ha le occasioni per segnare è segno che prima o poi i gol arriveranno, questione di centimetri e di fortuna. 6 mesi in Italia non possono bastare per etichettare il Bebote come un attaccante non da Milan. Non sarebbe giusto. Insomma, per concludere, in caso di scambio qualcuno potrebbe rimpiangere la cessione, ma negli ultimi tre giorni di mercato, anche se sembra uno scherzo, tutto può davvero succedere.