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Gravina non si dimette: dopo Pasqua il consiglio federale. Il nome forte può essere MalagòTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 08:40Serie A
di Ivan Cardia

Gravina non si dimette: dopo Pasqua il consiglio federale. Il nome forte può essere Malagò

“Capisco la richiesta di dimissioni a ogni piè sospinto, ma c’è una sede deputata”. Ieri sera, Gabriele Gravina, come chi lo conosce avrebbe facilmente immaginato, non ha annunciato le proprie dimissioni da presidente della Federcalcio. Ha rinviato la questione al prossimo consiglio federale, ritenendo che la riflessione debba essere più ampia di quella legata a una sua decisione. Statuto FIGC e NOIF alla mano, non è esattamente così: non c’è alcun articolo che colleghi le dimissioni volontarie - esplicitamente previste in entrambi gli articolati normativi - a valutazioni del consiglio federale, destinato semmai a decadere in caso di addio del presidente. È forse questa correttezza istituzionale, che ispira Gravina. Se ne parla dopo Pasqua. Sta di fatto che la questione, a meno di sorprese, non sarà affrontata nell’immediato. Il consiglio federale non era in programma ma nell’aria, si celebrerà dopo Pasqua. Passerà una giornata di campionato, chissà se le polemiche arbitrali cambieranno l’aria… Difficile, ma tutto può essere. A oggi, è davvero difficile pensare che Gravina possa reggere la tempesta alle porte: Abodi e Buonfiglio, cioè ministro dello Sport e presidente del CONI, non vedono di buon occhio la continuità. Meglio: non vedono l’ora di cambiare. Non hanno potere di intervento diretto e il commissariamento da parte del CONI è un’ipotesi oggettivamente irrealistica (non ci sono i presupposti normativi), ma hanno comunque grande influenza. E alla fine chi pochi mesi fa ha assicurato la rielezione di Gravina non è detto che lo appoggi. Il nome forte è quello di Giovanni Malagò. Chi segue le vicende federali da vicino ha una convinzione: il cognome del prossimo presidente inizierà per M. L’ex numero uno del CONI non è l'unico papabile, ma a oggi il solo di cui si possa fare il nome senza timore di bruciarlo, e questo la dice lunga. Ha esperienza, ma è comunque più giovane di Gravina. Ha buoni rapporti con - quasi - tutti, ed è l’unico dirigente sportivo che abbia ottenuto più successi che altro in carriera. Milano Cortina è l’ultimo biglietto da visita da presentare, e non è poco.