Elezioni FIGC, oggi il nuovo presidente: tutti gli aggiornamenti
Il calcio italiano sceglie il nuovo presidente della Federcalcio, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina a seguito della terza mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali. Tutti gli aggiornamenti in diretta testuale.
15.16 - Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Federcalcio! L'ex presidente del CONI eletto con il 68,58% dei voti.
14.32 - Ad Abete l'applauso più lungo dell'assemblea, dopo un accorato intervento durato circa 20 minuti. Aggiornamento sui delegati presenti: 266 su 273, per un totale di voti di 502,96 su 516. Iniziano le operazioni di voto.
14.11 - Tocca allo sfidante Giancarlo Abete: "Quando Gravina mi disse che si voleva dimettere, gli dissi di aspettare, di fare un consiglio federale. Mi rispose che non serviva, perché aveva già deciso. Le critiche successive sono state gratuite. Ora dobbiamo capire come valorizzare il talento, ma dobbiamo ricordare che la Federazione è entrata in crisi per i risultati della Nazionale maggiore. Questo ci deve far riflettere su qualsiasi cosa, quando parliamo di talento e di formatori. Dobbiamo crescere: è stato sbagliato il percorso che ha portato a questa elezione. È stato un percorso incomprensibile, in cui i nomi, anche di qualità come quello di Giovanni, servono a non parlare dei problemi. Sarebbe stato molto più serio andare a un tavolo e capire perché, con il 98,7% dei voti non si fosse riuscito a costruire un progetto vincente, che desse una prospettiva.
13.47 - “Se parliamo del prossimo Mondiale, prima uno devi essere eletto. E poi, dato che parliamo di un mandato biennale, bisogna essere rieletti”. Giovanni Malagò, candidato favorito per l’elezione a presidente della FIGC, è intervenuto in assemblea: “Ci sono delle grida di dolore, degli aspetti oggettivi e delle problematiche di carattere strutturale. Però, devo dire con altrettanta sincerità, che se io oggi sono qui è solo per un motivo: che Gabriele Gravina ha ritenuto giusto dimettersi”.
13.43 - Pierluigi Vossi, vicepresidente dell’AIAC, è intervenuto in assemblea elettiva al posto del presidente Renzo Ulivieri: “Sta bene, e vi saluta tutti. Mentre noi continuiamo a cambiare presidenti e commissari tecnici, il nostro mondo continua a cambiare. Malagò non è un papa straniero, né sceglierlo vuol dire disconoscere Abete, che resta una risorsa indispensabile. Si tratta di indicare un federatole, con uno sguardo alto”.
13.32 - È il turno di Umberto Calcagno, presidente dell’Assocalciatori: “Negli ultimi tempi ho percepito un odio, soprattutto verso il presidente Gravina, che raramente avevo visto in passato. Sostituire alla condivisione l’odio significa perdere tutto: quando parte, non si sa chi colpisce”.
13.28 - Matteo Marani, presidente della Lega Pro, ha concentrato il suo intervento sul presupposto che determina queste elezioni: "Di fronte a questo sfacelo sarebbe un errore prendersela con qualche singolo. Non era Tavecchio prima e non è Gravina oggi, qui non ha funzionato nulla. Invece che scaricare responsabilità servirebbe serietà".
13.23 - Anche il presidente della Lega Serie B, Paolo Bedin, ha parlato all'assemblea elettiva: "Ci troviamo qui oggi in conseguenza di due fatti molto dolorosi: la mancata qualificazione ai Mondiali e le dimissioni di Gravina. Due episodi che ci impongono di ritrovare la strada per riportare il calcio dove merita".
13.08 - "Siamo riuniti per eleggere il presidente FIGC a così breve distanza dall’ultima assemblea, non è normale. È inutile nascondersi dietro un dito, il calcio sta attraversando un periodo complesso". Così Ezio Simonelli, presidente della Lega Calcio Serie A, ha aperto il suo intervento. "Per fortuna la Serie A offre segnali incoraggianti"
12.38 - “Ho sentito il dovere di evitare che la FIGC fosse coinvolta in un vertice”. Gabriele Gravina, nel suo discorso di apertura all’assemblea, è tornato così sulle dimissioni: “Una scelta convinta, figlia della dignità personale ma anche di responsabilità. Ho sofferto amarezze, i mancati Mondiali ma anche l’incerto incedere verso le riforme”.
12.27 - “È una scelta che merita rispetto, perché assumersi le proprie responsabilità nei momenti difficili richiede coraggio”. Armand Duka, vicepresidente della UEFA, ha parlato delle dimissioni di Gravina durante l’assemblea elettiva: “La mancata qualificazione alla Nazionale ai Mondiali è stata una delusione, che ha colpito tutti e ha ferito il calcio italiano, ha ferito Gabriele, ha colpito tutti noi che amiamo il calcio e sappiamo quanto l’Italia appartenga alla storia e all’elite del calcio mondiale”.
12.22 - Come da previsioni, confermato in blocco il consiglio federale. In C Gallazzi batte Macchia. Di seguito la composizione: Chiellini, Marotta e Campoccia per la A, Simonelli consigliere di diritto; Gozzi per la B, Bedin consigliere di diritto; Gallazzi per la C, Marani consigliere di diritto; Ortolano, Bazzerla, Pedrazzini, Fantazzini e Tambaro per la Lnd; Calcagno, Biondini, Gama e Bernardi per l’Aic; Camolese e Citta per l’Aiac
12.08 - I lavori dell'assemblea non sono ancora formalmente iniziati, si stanno tenendo le votazioni relative al consiglio federale. La prima votazione è attesa intorno alle 14, dopo i discorsi dei presidenti delle componenti.
11.50 - "Per un calcio giusto e popolare". È questo lo striscione esposto fuori dall'hotel che ospita l'assemblea elettiva da un gruppo di ultras.
11.43 - Qualche battuta e una stretta di mano a beneficio dei fotografi: così si sono salutati Abete e Malagò prima dell'inizio dell'assemblea.
11.20 - Sono 245 i delegati accreditati su 273, di conseguenza su 516 voti ne saranno espressi 460.
11.10 - È iniziata l'assemblea elettiva federale. Prima del nuovo presidente, va eletto il nuovo consiglio federale, la cui composizione sarà identica al precedente: Chiellini, Marotta e Campoccia per la A; Gozzi per la B; Gallazzi per la C; Ortolano, Bazzerla, Pedrazzini, Fantazzini e Tambaro per la Lnd; Calcagno, Biondini, Gama e Bernardi per l’Aic; Camolese e Citta per l’Aiac
10.44 - È arrivato anche Giovanni Malagò. Nessuna risposta ai cronisti presenti: "Non si può proprio, perdonatemi".
10.23 - Gravina, al suo arrivo all'hotel Rome Cavalieri Waldorf Astoria, ha rilasciato alcune breve dichiarazioni: “Devo fare gli auguri e un grande in bocca al lupo ai due candidati. Il calcio sarà in buone mani, sicuramente. Cosa rifarei? L'ho già detto, sarei dovuto andare via prima".
9..47 - È arrivato Abete: "Se ogni volta mettiamo in discussione il presidente, ma non cambiamo altro, non facciamo bene al calcio italiano. Il ct? È la prima cosa da fare".
9.40 - L'inizio dell'assemblea è previsto a partire dalle 11, in seconda convocazione. Ci saranno massimo tre scrutini, con voto segreto: per l'elezione è sufficiente la maggioranza semplice, cioè il 50%+1 dei voti validamente espressi.
9.35 - Gli sfidanti sono due. Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, è in vantaggio grazie all'appoggio di Serie A, B, Assocalciatori e Assoallenatori, che vale un complessivo 54%. Giancarlo Abete, invece, parte dal 34% della sua Lega Nazionale Dilettanti.
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