Presidenza FIGC, l'avvocato Miele ci riprova: ricorso contro l'elezione di Malagò
Nuovo passaggio davanti alla giustizia sportiva dopo l’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc. Il Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI ha infatti ricevuto un ricorso presentato dall’avvocato - ex calciatore, tra le altre della Lazio - Renato Miele contro la Federazione e nei confronti dello stesso Malagò e di Giancarlo Abete, candidato sconfitto nell’assemblea elettiva del 22 giugno.
L’iniziativa riguarda la decisione pronunciata il 18 giugno dalle Sezioni Unite della Corte Federale di Appello della Figc, e la successiva delibera assembleare che ha portato all’elezione del nuovo presidente federale. Nel ricorso viene chiesto, in via cautelare e urgente, di sospendere l’efficacia degli atti impugnati e di impedire a Malagò di esercitare le funzioni di presidente della Federcalcio. Tra le richieste avanzate figura anche l’ordine alla Figc di consegnare con urgenza l’attestazione relativa al mancato tesseramento di Malagò alla data di presentazione della candidatura, oltre agli atti della procedura elettorale e al verbale dell’assemblea. Miele chiede inoltre che siano dichiarate inammissibili le candidature di Malagò e Abete, con conseguente sospensione e annullamento dell’elezione.
Nel merito, il ricorso punta alla riforma della decisione della Corte Federale di Appello e all’annullamento dell’intera procedura elettorale. In subordine, viene chiesto di accertare la nullità dell’ammissione delle candidature e di condannare la Figc a ripetere l’elezione del presidente federale. È, per inciso, abbastanza complicato che il ricorso possa andare a segno: come nel precedente grado di giustizia sportiva, l'iniziativa di Miele potrebbe scontrarsi con il difetto di legittimazione attiva, dato che si era candidato senza avere un accredito da una componente, condizione necessaria per lo svolgimento pratico delle elezioni.
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