Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / juventus / Serie A
L'Argentina e Messi chiudono un ciclo storico, Andujar: "Leo ti trascina, grazie Seleccion"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
Oggi alle 17:00Serie A
di Ludovico Mauro

L'Argentina e Messi chiudono un ciclo storico, Andujar: "Leo ti trascina, grazie Seleccion"

Sconfitta in finale del Mondiale, l'Argentina è stata comunque accolta a braccia aperte in patria. Albiceleste e Messi hanno comunque scritto la storia
"Qua è inverno, fa freddo e piove. Ma abbiamo accolto a braccia aperte questa Nazionale, che ci ha fatto vivere un altro Mondiale da protagonisti. Abbiamo battuto l'Inghilterra, che per noi è un'avversaria storica, è stato speciale vincere così. In finale la Spagna ci ha battuto meritatamente, c'è rammarico ma ha giocato meglio di noi. Siamo arrivati stanchi fisicamente e mentalmente alla finale, ma siamo molto orgogliosi della nostra Seleccion". Mariano Andujar, in esclusiva per Tuttomercatoweb.com, parla così del Mondiale della sua Argentina e dell'accoglienza al ritorno in patria dell'Albiceleste, tornata comunque sul pullman scoperto per le strade di Buenos Aires. L'ex portiere di Napoli, Palermo e Catania ha preso parte a due Mondiali e ha vissuto da compagno di squadra Lionel Messi e da giocatore Diego Armando Maradona - suo ct a Sudafrica 2010 -. Con noi, parla così dell'eterno dibattito tra i due: "Gli argentini vivono di confronti: Boca-River, Maradona-Messi, radical-peronistas spaziando nella politica… ma Leo e Diego non vanno paragonati. Possiamo solo gioire al pensiero che due dei tre/quattro giocatori più forti della storia sono stati nostri. Giudicare chi è il più grande non ha senso". Ma si sarebbe aspettato un Messi così decisivo a 39 anni? "Da Leo mi aspettavo assolutamente un grande Mondiale, sì: a marzo sono stato a trovarlo a Miami e sapevo stesse facendo allenamenti a parte per prepararsi al meglio. Lui sapeva che poteva essere l'ultimo, ma non si sa mai, ha due anni di contratto con l'Inter Miami e se sta così può fare un'altra Copa America nel 2028. E comunque mi aspettavo un grande Mondiale, Leo ti trascina, è più forte di lui. Fa vedere tutto più facile e che tutto è possibile". Vederlo in lacrime a fine partita ha fatto effetto? "Per forza, era da tanto che non ci capitavano emozioni del genere, fortunatamente. La nostra generazione sa bene cosa voglia dire perdere delle finali, è stato duro vedere certe immagini. Ma arrivare in finale due volte di fila è molto difficile, va capito. Questa Nazionale si può solo ringraziare". In finale ha fatto discutere la scelta di Scaloni di non far giocare Lautaro. "L'analisi di chi si lamenta perché Scaloni non l'ha fatto giocare non mi trova d'accordo. L'Argentina in finale ha pagato gli infortuni: abbiamo sofferto entrambi i centrali, siamo stati obbligati a fare certi cambi. E da lì è cambiato tutto. In condizioni normali Scaloni lo avrebbe fatto giocare sicuramente. Lautaro ha fatto un grande Mondiale e l'avevo percepito anche solo dalle sue interviste, la sua importanza si è vista e avrà ancora tante occasioni per vincere con la Nazionale. È uno degli attaccanti più forti in circolazione". Oggi la Juventus cerca Pellegrino, suo compagno di squadra ai tempi dell'Estudiantes. È pronto per un salto del genere? "Quello che vedevo di Mateo era un professionista serissimo già a 17-18 anni, quando l'ho incontrato io. Il primo prestito l'ha fatto con me e come Retegui, altro con cui ho giocato, è pronto per il salto di qualità. Lo vedevo già all'epoca molto simile a Palermo come caratteristiche, in Italia mi ricorderebbe più Toni: alto, possente, un riferimento in area, fa gol. Per me è pronto per una big, forse gli ci vorrà tempo ad adattarsi, ma conoscendo la sua professionalità ce la farà senza problemi". Juventus che sta facendo la corte anche al Dibu Martinez. "Se penso al Dibu lo vedo il portiere giusto per chiunque. Ha vinto il premio di miglior portiere al mondo e ha un entusiasmo e una personalità oltre la media, ovunque sarebbe il miglior portiere. Non credo si possa discutere questo, poi si può parlare della scuola portieri italiana, dei suoi tecnicismi rispetto alle caratteristiche del Dibu. Se la palla non va oltre la linea, ovunque tu sia e per chiunque tu sia in porta, va bene così". A Napoli ha sfiorato un trofeo, come ha vissuto questi due scudetti recenti? "Mi ha effetto in positivo, ero davvero contento. Ho lasciato là tanti amici anche dentro al club e so quanto ci tenevano a vincere lo scudetto, noi andammo vicino anche all'Europa League con la semifinale. E vincere non è mai facile, quando lo fai per due volte in tre anni come hanno fatto loro hai compiuto qualcosa di unico. Vedere Napoli in festa è stato meraviglioso". La scelta di Allegri la convince? "È un grandissimo allenatore, anche se fanno un discreto cambio di metodologia e di mentalità rispetto alle gestioni precedenti. Ma ha sempre fatto bene e le squadre le ha sempre messe a posto con le sue caratteristiche. La trovo una scelta molto coraggiosa, avere un tecnico con quell'esperienza e soprattutto quella personalità è sempre giusto".