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Essabr: "Mi aspetto una C avvincente. Cosenza? Club slegato dal tessuto sociale, un peccato"TUTTOmercatoWEB
© foto di Francesco De Cicco/TuttoLegaPro.com
Oggi alle 13:34Serie C
di Claudia Marrone

Essabr: "Mi aspetto una C avvincente. Cosenza? Club slegato dal tessuto sociale, un peccato"

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Cresce l'attesa per il via ufficiale della stagione di Serie C 2026/2027 (CLICCA QUI per tutte le date utili), e tra le formazioni sicuramente da attenzionare c'è il Cosenza, e tutto quello che sta accadendo nella piazza rossoblù. Tema caldo, di cui, nella mattinata radiofonica di TuttoMercatoWeb.com, ha parlato chi l'ambiente rossoblù lo conosce bene, Oussama Essabr: "Quello che stiamo vedendo è l'ennesimo capitolo di una saga che ormai da anni, purtroppo, va avanti: per me, è una delle pochissime situazioni in Italia in cui c'è una società completamente slegata dal tessuto sociale. C'è una sorta di guerra fredda che sta raggiungendo livelli che sono già andati oltre, si è arrivati all'essere separati in casa anche con l'amministrazione comunale, che ha revocato la concessione dello stadio, almeno in attesa delle questioni passate poi al TAR. Lucioni e Coppitelli possono però essere le figure che in qualche modo ridaranno quantomeno un po' di entusiasmo o almeno un minimo di serenità all'ambiente: un direttore esordiente e un allenatore giovane che vuole rilanciarsi, vuole aggredire, vuole salire di categoria, vuol far dimostrare le sue qualità. Cosenza rimane comunque un centro importante, una squadra importante che fa parlare di sé, e c'è la speranza che almeno da un punto di vista di campo ci possa essere un qualche cosa di positivo". A proposito di direttori sportivi emergenti, tra quanto ti vedremo operativo? "Intanto era giusto abilitarsi, cercare di capire il funzionamento del sistema da un punto di vista non di giocatore. Non è semplice trovare delle visioni, delle idee moderne che vanno in una direzione diversa rispetto al solito, quindi vedremo. Di sicuro, a mio modo di vedere, nel sistema calcio Italia ci sono delle resistenze incredibili rispetto alla modernità, al nuovo, vige un sistema vecchio, nei cui meandri amministrativi siedono persone anziane che resistono, purtroppo attaccati alla loro seggiola, e non permettono l'ingresso di idee nuove, di idee moderne che abbiamo tutti visto nell'ultimo Mondiale". Sicuramente anche questo è un aspetto su cui riflettere, perché poi alla fine vale un po' anche per direttori sportivi e allenatori: anche affermarsi da giovani non è mai facile. Ma tu che idee vorresti portare in un club? "Il mio sogno è quello di poter contribuire al nostro mondo, questo meraviglioso mondo calcio che ci accompagna da quando siamo bambini. Ho dovuto smettere molto presto di giocare e dentro di me si è formato il desiderio di poter contribuire, anche se fosse per una minima parte, a rendere migliore questo giocattolo, portando un know-how diverso, internazionale e moderno, che vede il calcio al centro dell'universo. Dobbiamo ripartire dall'agire nel tessuto sociale, cioè creare l'omogeneità rispetto a luogo, istituzioni, tifoso, società. In Italia questo si sta un po' perdendo - anche se forse la Serie B è un po' in controtendenza -, come il senso di identità". Il discorso del tessuto sociale è quello che dovrebbe essere un po' tra i punti cardini della Serie C. Si è molto dibattuto sul discorso delle Under 23, verso cui tanti tifosi rimangono scettici proprio per questo discorso di territorialità, di identità. Tu come vedi questo percorso? "Per me è un'idea straordinaria che c'è in tutti i paesi europei calcisticamente avanzati. Purtroppo è stata messa a terra in una maniera erronea, quasi come buttata lì, ma da un punto di vista societario, per chi la ha, è un vantaggio". Più in generale, da questa Serie C cosa ci dobbiamo aspettare in vista poi del campionato prossimo? "Secondo me sarà sulla falsa riga dell'anno scorso, ci sarà un girone sempre più B2, per così dire, con società e città clamorose. Sarà veramente un campionato interessante e vincente, dove poi alla fine i playoff mescolano tutto, facendo emergere delle gare incredibili. Ripeto, sarà sicuramente un campionato avvincente, anche perché la Lega Pro, proprio come lega, sta lavorando secondo me molto bene negli ultimi anni".