Caso De Bruyne, l'ex arbitro Chiesa: "Ora i furbetti sono diventati i difensori"
È iniziata la nuova stagione del campionato di Serie A, ma non solo per i club: anche il mondo arbitrale è in gioco. Dopo le prime 8 gare ci sono già state diverse polemiche, soprattutto in seguito a Genoa-Napoli. L'ex direttore di gara Massimo Chiesa ha parlato delle sue impressioni a TuttoMercatoWeb.com.
Come sono ripartiti gli arbitri in Serie A? Ci sono già polemiche.
"Abbastanza bene per presenza in campo e decisioni, anche se non tutte sono state corrette, chiaramente. Ho visto personalità e adeguamento alle nuove regole. Orsato è un designatore sanguigno, come lo era da arbitro: lotta ai furbetti ed alle perdite di tempo. Questo ci dà lo spunto per il caso del weekend...".
Parla del gol di De Bruyne a Genova?
"Sì. Corrette le impressioni della panchina del Genoa: c'è stata una spinta. È evidente che se ci fosse stata una spinta violenta sarebbe stato doveroso fischiare. Ma non è stato questo il caso. I difendenti si stanno allineando agli attaccanti: preferiscono crollare a terra anziché tenere la posizione e difendere. Vasquez ha preferito cadere. Secondo me Di Bello ha fatto bene in questo caso a non fischiare. Ora quindi abbiamo due categorie di furbetti: gli attaccanti che rinunciano alla giocata per cadere e i difensori che rinunciano alla marcatura. Le disposizioni di Orsato sono state chiare, Di Bello le ha applicate".
Sul tocco di braccio di Vlasic in Torino-Milan?
"Errore madornale. Non tanto di Zufferli che come posizione geografica non vedeva bene, ma si stava muovendo bene, in diagonale, anche se ha fischiato sbagliato. Assolvo Zufferli, ma non Mazzoleni al Var: il braccio sta andando chiaramente verso il pallone. L'errore è enorme. Anche se non ha influito sul risultato: bene per il Milan, ma l'errore rimane grave".
Ci parla di alcune delle novità arbitrali?
"Parlerei di 5 punti in particolare. A partire dai 5 secondi nel caso in cui venga perso tempo deliberatamente per riprendere il gioco. Sulla rimessa laterale c'è inversione, se perde tempo il portiere abbiamo visto l'assegnazione del calcio d'angolo alla Juventus a Frosinone. A me piacciono queste cose. Servono a velocizzare il gioco. Sono un sostenitore del gioco".
Poi?
"L'infortunio in campo. C'è da sottolineare che la regola non vale per i portieri. Chi riceve delle cure o provoca un'interruzione deve rimanere fuori per un minuto. Ad eccezione di quando il fallo che ha subito venga punito con un giallo o un rosso. Si combatte la gente che si abbandona in campo per un minuto e poi quando arrivano i sanitari si alza e corre. Questi sono i furbetti e vanno sanzionati con qualcosa che li penalizzi".
Altro?
"Le sostituzioni velocizzate: dieci secondi sono più che sufficienti per una sostituzione. In qualsiasi zona sei perché non devi più essere vicino alle panchine. Il giocatore sostituito uscirà in ogni caso, il subentrante invece dovrà aspettare la prima interruzione di gioco o come minimo un minuto".
Gli ultimi punti?
"Il controllo del VAR sui secondi gialli. L'espulsione è un provvedimento di grande impatto, se il secondo giallo è chiaramente errato interviene il Var. Poi i calci d'angolo. Abbiamo visto dei danni in passato per dei calci d'angolo che non erano calci d'angolo: giusto che ci sia un silent check per dire all'arbitro se effettivamente sia o meno calcio d'angolo".
Impressioni positive le sue.
"Per la prima volta abbiamo un direttore tecnico degli arbitri e abbiamo un designatore che sembra fatto apposta per implementare questo tipo di misure. Bravo e rigido da arbitro, Orsato l'ho sempre apprezzato nella sua carriera. I passi che sta facendo a me stanno convincendo. Aggiungo una cosa".
Prego.
"Basta massacrare gli arbitri. La selezione c'è, in A arbitrano solo venti arbitri. Ci sono pressioni, sono contrario alla distruzione di un arbitro perché sbaglia una partita: un calciatore può sbagliare un rigore, nessuno lo crocefigge. E poi: io sono stanco dei furbetti. Il calcio italiano è andato in crisi per tanti motivi, compresa la leziosità di certi comportamenti. Quando abbiamo vinto il Mondiale nel 1982 Zoff teneva palla per un minuto e mezzo. Allora ci andava bene, ma era una cosa allucinante. Una perdita di tempo deliberata che non veniva punita. Queste misure possono far tornare il calcio più bello".
Ci può essere un cambiamento culturale?
"Sì, è quello che speriamo di vedere: un cambio culturale e sull'approccio. Io arrivo da un'epoca nella quale l'arbitro era un male necessario, una cosa spregevole per uno che ha dedicato la propria vita a fare l'arbitro".
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