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Dalla Serie C alla Nazionale: su cosa si basa la Riforma ZolaTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 11:34Serie A
di Luca Bargellini

Dalla Serie C alla Nazionale: su cosa si basa la Riforma Zola

Zola entra nel Club Italia della FIGC: la Riforma che porta il suo nome si aggiorna con nuovi fondi, limiti al mercato e soglie di minutaggio in Serie C
Il nuovo incarico di Gianfranco Zola nel Club Italia riaccende i riflettori sulla 'Riforma Zola', il progetto nato in Lega Pro per fare della Serie C un bacino da cui la Nazionale possa attingere i futuri talenti azzurri. Cerchiamo, dunque, di spiegare di cosa si tratta.

Il nuovo incarico in Nazionale

Come confermato dal comunicato ufficiale della FIGC, Zola entra nel Club Italia con il ruolo di coordinatore dei progetti delle attività giovanili, lavorando al fianco del coordinatore tecnico Maurizio Viscidi sulla costruzione della filiera delle rappresentative azzurre. Manterrà anche il ruolo di vicepresidente vicario della Lega Pro, guidata da Matteo Marani. "Con Ranieri, Mancini e Zola vogliamo costruire una nuova prospettiva per il calcio italiano" ha dichiarato in merito il presidente federale Giovanni Malagò. L'obiettivo della riforma, fin dalla sua presentazione, resta lo stesso ribadito anche di recente dalla comunicazione istituzionale di Lega Pro: valorizzare il campionato rendendo la Serie C un bacino importante a cui la Nazionale possa attingere, trovando giovani di livello per il futuro del calcio italiano — una missione che ora Zola porta avanti anche da dentro la Federazione.

Due i pilastri: come si è strutturata la riforma

Il regolamento del minutaggio, primo tassello concreto della riforma, fu pubblicato il 18 marzo 2024 e prevedeva due assi di intervento: la crescita della premialità economica per l'impiego di giovani del vivaio e il miglioramento di impianti e formatori. Nella comunicazione più recente, il progetto viene descritto come due fasi cronologiche: la prima, avviata nel 2024, punta a stimolare gli investimenti nei settori giovanili premiando chi schiera calciatori cresciuti internamente; la seconda, partita nella stagione 2024-25, riguarda le infrastrutture e le figure — tecnici ed educatori — che seguono lo sviluppo dei ragazzi.

La soglia del minutaggio

Il regolamento prevede l'obbligo di inserire in lista un minimo di 6 giovani formati nel proprio vivaio, soglia che salirà a 8 nella stagione 2028-29. Sul fronte economico, il piano originario prevedeva una premialità del 200% sui primi 60 minuti giocati dai ragazzi del settore giovanile e del 400% su quelli successivi, con la soglia di ingresso destinata a salire progressivamente: 120 minuti nella stagione 2027-28, 180 minuti nella 2028-29.

L'obbligo di vivaio, stagione dopo stagione

I club devono inserire in lista un numero minimo di giovani formati nel proprio settore giovanile, 6 nella stagione in corso, 7 dalla 2027-28 e 8 dalla 2028-29. I calciatori in questione devono essere nati entro il 1° gennaio 2004 ed essere in rosa da almeno due stagioni. Una novità operativa importante: questi calciatori non rientrano nella lista ufficiale dei 23, lasciando ai club libertà di completare la rosa con il resto dell'organico.

Le altre novità: fondi 2025 e tetto ai prestiti

Alle misure originarie, però, si sono affiancate nuove disposizioni. Nel 2025 la FIGC ha stanziato 4 milioni di euro per i club di Serie C, distribuiti in base agli investimenti di ciascuna società su infrastrutture, logistica, organico tecnico, numero di squadre giovanili e allenatori del settore. Novità anche sul fronte mercato: i club potranno tesserare in prestito un massimo di 8 giocatori provenienti da Serie A, Serie B o campionati esteri, con l'obiettivo dichiarato di far crescere il patrimonio tecnico dei vivai evitando un eccesso di calciatori non di proprietà in campo.

I numeri alla base del progetto

Il dossier presentato al lancio della riforma spiegava con i numeri l'urgenza dell'intervento. Nella stagione 2024-25, solo il 35% dei minuti giocati in Serie A riguardava calciatori convocabili in Nazionale, contro il 71% dei tempi di Marcello Lippi e il 95% del Mondiale 1982. Nel confronto con le altre big leghe europee, la Serie A nella stagione 2023-24 si fermava al 36% di minuti affidati a calciatori locali, contro il 59% della Liga, il 47% della Bundesliga e il 41% della Ligue 1. In Serie C, gli Under 21 venivano impiegati 3,7 volte in più che nelle serie superiori: 229.649 minuti giocati (10,4% del totale) contro i 23.243 della Serie A e i 21.099 della Serie B, entrambe ferme al 2,8%. A oltre due anni dal debutto, dunque, la Riforma Zola si presenta come un cantiere in continua evoluzione. E con il suo ideatore ora anche dentro la struttura federale, il collegamento tra il lavoro fatto in Lega Pro e la costruzione delle Nazionali giovanili può diventare ancor più diretto e produttivo..