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Mario Ravasio, ritorno al gol sulle orme di Belotti

La Giovane Italia vi porta alla scoperta dei nuovi talenti del calcio italiano, raccontandovi ogni giorno, alle 8:45, le storie dei giovani di casa nostra e dei club che scommettono su di loro
26.08.2019 08:45 di La Giovane Italia   articolo letto 3082 volte
© foto di Michele Maraviglia/UC AlbinoLeffe

L’Albinoleffe ha iniziato col piede giusto il suo cammino nel Girone A del campionato di Serie C. La formazione bergamasca si è infatti imposta di misura nella trasferta contro la Pistoiese, in una prima giornata che ha rappresentato una svolta importante per un attaccante che ai colori del club ha legato tutta la sua carriera. Allo stadio Melani, Mario Ravasio ha ritrovato il gol perduto, in una domenica nella quale il classe ’98 ha riscoperto quel tocco decisivo che, fin dal suo esordio da giovanissimo in prima squadra, lo aveva lanciato come uno dei talenti più luminosi cresciuti nel vivaio dei seriani. Sulle orme di un certo Andrea Belotti.

Rookie wall- Nato a Bergamo, Ravasio ha l’Albinoleffe nel sangue. Il suo percorso in bluceleste è iniziato addirittura dai Pulcini, quando Mario non si perdeva una partita della sua squadra del cuore, dalla tribuna o a bordo campo come raccattapalle. Una crescita vertiginosa, nel fisico e nel rendimento, lo ha portato a debuttare in prima squadra nella stagione 2015-16, prima ancora di diventare maggiorenne. Un impatto subito degno di nota quello dell’enfant du pays, capace di mettere a segno tre reti nell’annata 2016-17 e di raddoppiare il fatturato realizzativo nella stagione successiva. Lo scorso anno, però, quel filo magico che lo stava accompagnando nella sua ascesa verso il calcio che conta sembrava essersi intrecciato. A secco nelle diciotto presenze stagionali, quasi un’onta per chi di mestiere vive per il gol. Negli Stati Uniti lo chiamano “rookie wall”, quel muro contro il quale ogni esordiente si trova puntualmente a sbattere nei suoi inizi di carriera da professionista. Per Ravasio, quel momento è arrivato alla quarta stagione in prima squadra: trascorsi non esattamente debuttante, insomma, ma pur sempre messi a curriculum a soli ventuno di età. In ogni caso, Mario non si è lasciato abbattere dalle difficoltà incontrate e ha reagito brillantemente, grazie alla mentalità da bergamasco doc che lo contraddistingue. E i risultati non sono tardati ad arrivare, nella prima sfida di campionato: gran sinistro in diagonale per aprire le marcature e pallone rubato per dare il via all’azione del raddoppio, che ha lanciato la fuga verso i primi tre punti della squadra di mister Zaffaroni.

Di nuovo decisivo - La prestazione da trascinatore contro la Pistoiese ha riportato alla ribalta un giovane centravanti che può ambire legittimamente ad un ruolo di primo piano in categorie importanti. Ravasio è un attaccante moderno, capace di abbinare buone mobilità e tecnica individuale a una struttura fisica prestante. Sempre pericoloso in area di rigore, habitat naturale dal quale però non disdegna di allontanarsi, giocando di sponda per i compagni e sacrificandosi con generosità anche in fase di non possesso. Un fisico ben strutturato gli ha permesso di compiere un precoce salto in prima squadra già nel 2016. Muscolarmente già pronto ancor prima di compiere diciotto anni, il classe ’98 sa fare la voce grossa nel corpo a corpo anche con avversari più maturi, sia col pallone a terra che nei duelli aerei. Caratteristica questa affinata con l’esperienza maturata nel campionato di Serie C, un banco di prova che lo ha reso anche più rapido nell’esecuzione del gesto tecnico. L’umiltà con la quale si approccia alla sua carriera da calciatore lo ha aiutato a non montarsi la testa nei momenti più esaltanti, mentre il carattere e l’intelligenza dei quali dispone gli hanno permesso di non lasciarsi condizionare da un’annata negativa, mandata in archivio per ripartire subito con una prestazione decisiva per la conquista dei primi tre punti stagionali dell’Albinoleffe. Ravasio ha già scritto la prima pagina di questo nuovo capitolo della sua storia calcistica. Un pomeriggio d’estate per ritrovare il gol perduto, riscoprendo il piacere di sentirsi nuovamente decisivo.


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