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Il giornalismo può anche disinformare
giovedì 26 giugno 2008, 10:47Generico
di Marco
per Amaranta.it

Il giornalismo può anche disinformare

Tony FainiIl Panathlon livornese ha dedicato una serata all'etica e alla deontologia nel giornalismo sportivo a partire dal libro "I fatti di Pisa" del nostro direttore Ceccarini e alla conferenza, assieme all'autore e al presidente Gremign
Livorno - La serata che il Panathlon club di Livorno, nei giorni scorsi, ha dedicato alla deontologia professionale nel giornalismo sportivo é riuscita davvero alla grande, con tanti soci che hanno partecipato all'evento e parecchi ospiti esterni. Sotto la lente del club presieduto da Lorenzo Gremigni, all'hotel Rex di Antignano, c'é stata la deontologia giornalistica analizzata a partire dal libro "I fatti di Pisa" edito da Articolo 21 che il giornalista Marco Ceccarini, nostro direttore, scrisse quattro anni or sono per raccontare l'aggressione che alcuni cronisti livornesi, fra cui egli stesso, subirono senza motivo nelle aree riservate alla stampa dello stadio di Pisa in occasione dell'ultimo derby giocato dal Livorno a Pisa, nel febbraio 2002. In quel libro Ceccarini non si é limitato a raccontare le provocazioni, gli insulti e le aggressioni subite prima in tribuna e poi nelle adiacenze della sala stampa dello stadio pisano ma anche e soprattutto il silenzio che, da buona parte dei media locali, é stato successivamente calato, in modo inspiegabile, sull'intera vicenda. Con Ceccarini, a parlare di deontologia giornalistica, c'era il sociologo e pubblicista Pippo Russo, docente di Sociologia dello sport all'universitá di Firenze, e un ospite gradito quanto illustre, vale a dire il prefetto Domenico Mannino, a Livorno da pochi mesi. A fare gli onori di casa, ma anche a dire la sua in quanto giornalista egli stesso, il presidente Gremigni, firma del quotidiano La Nazione. Dopo che l'assessore comunale allo sport, Attilio D'Alesio, si é fatto vivo in avvio di serata per salutare i conferenzieri, é stato il presidente Gremigni, dopo la cena conviviale, ad introdurre l'argomento menzionando il libro di Ceccarini e chiedendo agli ospiti di soffermarsi sull'importanza dell'etica giornalistica quando si raccontano eventi, come ormai avviene nel calcio, che sempre più hanno a che fare con fenomeni caratterizzati dal professionismo e dalla necessitá di raggiungere risultati ad ogni costo. Il sociologo Russo ha affermato che, se da una parte il professionismo é un fenomeno non negativo in sè, é altrettanto vero che per gli operatori dell'informazione, che hanno il dovere di verificare i fatti prima di raccontarli, vi é la necessitá di avere una formazione adeguata in modo che la superficialitá non si impadronisca della professione. Il giornalista Ceccarini, da parte sua, ha raccontato l'incredibile vicenda di cui egli si ritrovò incolpevole vittima sei anni e mezzo fa evidenziando, sollecitato anche da alcune domande del pubblico, come l'aspetto più doloroso non fu l'aggressione in sè, che un giornalista e in particolare un giornalista sportivo può anche mettere in conto, ma il silenzio che in seguito ha contraddistinto la vicenda, con lettere scritte da lui stesso e da associazioni o comitati che sono state puntualmente cestinate dai giornali a cui sono state spedite, tanto che il sospetto che su questa vicenda sia voluto da più parti calare un velo di colpevole silenzio, ha commentato Ceccarini, é venuto più volte. Per fortuna, ha aggiunto il direttore di Amaranta, gran parte delle aggressioni e delle offese che gratuitamente alcuni cronisti locali, forse per giustificare l'ingiustificabile, espressero senza motivo ai suoi danni vennero trasmesse in diretta da un'emittente televisiva di Pisa e tali immagini ancora oggi esistono. Il prefetto Mannino ha concluso il dibattito ricordando come purtroppo non solo nel giornalismo la deontologia e l'etica non sono rispettate ma anche in altri settori della vita civile e in molte professioni. Per ciò che riguarda la stampa, ha comunque affermato Mannino, tale mancanza ha forse una maggiore ripercussione sulla societá in quanto può accadere che a volte essa, la stampa e non solo quella sportiva, dia risalto a un aspetto piuttosto che a un altro col risultato che a un lettore o ad un telespettatore po' erroneamente sembrare che una cosa sia accaduta e l'altra no, mentre sono accadute entrambe. Quando nel giornalismo manca l'etica, ha sottolineato il prefetto, ne risente tutta la collettivitá perchè esso forma le opinioni e in definitiva anche le coscienze. Mannino, al quale Ceccarini ha regalato il libro, ha comunque concluso il suo intervento assicurando che leggerá "I fatti di Pisa", il cui contenuto può essere in ogni caso scaricato gratuitamente sul nostro sito d'informazione sportiva. (Tony Faini)