Livorno-Carrarese, le pagelle degli Amaranto
Gianluca Andreuccetti
Livorno – Seconda vittoria casalinga consecutiva per il Livorno di Claudio Foscarini che, al cospetto della Carrarese, centra l’appuntamento con il bersaglio grosso, senza tuttavia farsi mancare qualche patema d’animo nella fase centrale del match. In maniera più puntuale, vediamo qui di seguito come si sono comportati gli uomini scesi in campo in maglia amaranto:
Mazzoni. Possibile che nessuna squadra di serie A e/o di serie B, Ternana a parte, abbia pensato a lui per affidargli un ruolo di portiere? Evidentemente è possibile, anche perché la carta d’identità e le nuove regole sulla composizione delle rose certamente non lo aiutano: in due occasioni, con la partita ancora ben piantata sul risultato di parità, evita il gol della Carrarese, esibendosi in interventi caratterizzati anche da una certa eleganza e da una certa sicurezza. Voto: 7.
Morelli. Se Gasbarro sale Morelli resta, se Morelli sale Gasbarro resta: siccome Gasbarro sale spesso, tocca a Gabriele il compito di terzo centrale quando è il Livorno a impostare la manovra. Spesso oggetto di attenzioni poco simpatiche da parte dei suoi avversari, ha sulla coscienza una mancata chiusura su Del Nero, a seguito della quale gli uomini di Danesi concludono pericolosamente verso la porta di Mazzoni. Voto: 5,5.
Gonnelli. Partita senza infamia e senza lode per l’ex centrale del Pontedera, mai severamente impegnato dal reparto avanzato gialloazzurro: divide con Lambrughi la responsabilità di aver lasciato Bastoni libero di concludere verso la porta difesa da un attento Mazzoni. Voto: 6.
Lambrughi. Dà l’impressione di uscire lievemente frastornato dai continui cambi di modulo e di non riuscire a dare alla difesa quel contributo in termini di classe ed esperienza che ci si aspetterebbe da uno come lui. Mezzo voto in meno perché le aspettative che lo riguardano sono legittimamente molto elevate. Voto: 5,5.
Gasbarro. Schierato nel ruolo di terzino sinistro, propone con buona costanza e discreta pericolosità lo stile di gioco che aveva caratterizzato la sua stagione in serie B, senza far correre alla squadra i pericoli a cui era continuamente sottoposta in categoria superiore. Gli attaccanti e, più in generale, i compagni di squadra che giocano sul fronte opposto al suo, farebbero bene a seguire le sue folate offensive. Voto: 6.
Rossini (27’st). Con il suo ingresso in campo, Foscarini decreta il passaggio dal 4-3-1-2 al 3-4-1-2: l’esperto difensore centrale italosvizzero ha giusto il tempo di entrare in campo e di regalare ai quattromila dell’Ardenza un finale al cardiopalma, con tanto di fallo al limite dell’area, cartellino giallo e calcio di punizione. Voto: 5,5.
Marchi. Per una buona mezz’ora, dà la sensazione di correre a vuoto e di sfiancarsi in un lavoro dallo scarso costrutto: ad un certo punto della partita, Foscarini è bravo ad arretrare ed a circoscrivere il raggio della sua azione, fornendo in questo modo un importante punto di riferimento a Giandonato e a Morelli. Voto: 6.
Gemmi (40’st). L’apertura per l’inserimento in area di Cellini, nei minuti di recupero, è da giocatore capace di entrare subito in partita. Senza voto.
Giandonato. Il centrocampista di scuola Juventus si candida con forza al ruolo di “faro” nell’impostazione del gioco degli amaranto: i compagni di squadra lo cercano continuamente e, con la sua fisicità e il suo controllo di palla, dimostra di essere all’altezza della fiducia in lui riposta. Per avere una valutazione definitiva sul giocatore e sul suo ruolo all’interno della squadra, bisogna rivederlo all’opera al cospetto di avversari che abbiano nella resistenza fisica un tratto caratterizzante della loro cifra tecnica. Voto: 6,5.
Ferchichi. Il centrocampista nativo di Montebelluna si rivela l’anello debole di una mediana che, per lunghi tratti del primo tempo, soffre la quantità e la stazza fisica della linea centrale degli apuani. Quando, nella seconda frazione di gioco, il Livorno riesce ad alzare i ritmi, si trova meglio anche lui. Voto: 5.
Venitucci. Durante la settimana, in conferenza stampa, aveva ammesso lui stesso di non essere in condizione, penalizzato da un infortunio che ha caratterizzato l’intero suo precampionato: in campo c’è, ma non si vede, costringendo così Giandonato ad assumere anche i compiti del regista offensivo. È giusto che Foscarini lo attenda e noi con lui. Voto: 5,5.
Cellini. Dopo aver sfiorato il gol di testa intorno al ventesimo del primo tempo, prende lunghe pause, assentandosi dall’incontro: complice l’ingresso in campo di Maritato, dà vita ad un finale in crescendo che lo vede servire l’assist per il gol dell’uno a zero e andare non lontano dal provocare l’autogol dei difensori della Carrarese. Impressionante la maniera in cui ha saputo gestirsi nell’arco dell’incontro, pur reduce da un infortunio. Voto: 7.
Murilo. Cerca sempre la soluzione più spettacolare e più difficile, andando vicino al gol in mezza rovesciata su un preciso assist di Giandonato. Si intuisce che dai suoi piedi può sempre scaturire un pericolo per gli avversari, ma il suo contributo all’azione offensiva degli amaranto è prossimo allo zero. Tanto fumo e poco arrosto. Voto: 5.
Maritato (11’st). Un pallone giocabile e un gol, come i grandi attaccanti: probabilmente, lui non lo sarà mai, ma il biglietto da visita presentato questa sera è da giocatore di tutto rispetto. Con Foscarini alle prese con la prolungata assenza di Vantaggiato, la sensazione è che il tecnico veneto abbia trovato un elemento in grado di contendere finalmente al Toro di Brindisi la titolarità del ruolo e di formare con Cellini una coppia più assortita di quella composta dai due ultratrentenni giocatori amaranto. Voto: 6,5.
Foscarini. Sorprende tutti lasciando fuori dall’undici titolare Rossini, Grillo e Maritato, ma una settimana, in cui la squadra scende in campo per tre volte, è lunga ed è giusto dare spazio a tanti. Al di là dell’ingresso in campo di Maritato, che lo ripaga con un gol di pregevole fattura, l’ex tecnico del Cittadella va premiato per l’adozione di un modulo di gioco camaleontico e, più in generale, di una serie di accorgimenti tattici che gli hanno permesso di ridimensionare via via sempre di più i pericoli provocati dall’avversario di oggi. Ci si aspetta qualcosa in più sul piano della corsa, dell’aggressività e della cattiveria sportiva, ma è impensabile che un tecnico capace ed esperto come Foscarini sottovaluti un aspetto così importante nel gioco del calcio e in una piazza come Livorno. Voto: 6,5.


