La curva del Livorno, Berlusconi e la crisi economica
Livorno – Col Milan non potevano mancare gli striscioni ironici, visto che il proprietario del club rossonero è il capo del governo Silvio Berlusconi e che la curva della squadra amaranto, notoriamente, non ama il premier. Il patron del Livorno, Aldo Spinelli, aveva chiesto che la politica fosse lasciata fuori dallo stadio d’Ardenza, ieri, ma l’appello è stato solo parzialmente accolto e già prima dell’inizio della gara sono stati scanditi slogan contro il presidente del consiglio ed esposti striscioni riferiti all’inchiesta della Procura di Bari sulle Escort. In uno di questi, c’era scritto: “Papi, come te nessuno mai... E meno male!”. Assente, invece, quello annunciato alla vigilia, che avrebbe dovuto recitare: “Papi, c’hai la Escort parcheggiata in doppia fila”. Presenti, invece, gli altrettanto annunciati striscioni di solidarietà ai lavoratori dell’azienda di componentistica Delphi e della raffineria Eni. Su un grande lenzuolo bianco campeggiava la scritta “Chiudete la Delphi, la raffineria, chiudete anche il porto e si va tutti via”. Un’ora prima dell’inizio del match, infine, un gruppo di lavoratori in cassa integrazione della Delphi e del gruppo Giolfo e Calcagno, assieme agli operai dell’Eni, hanno fatto il giro del campo per ricordare la loro situazione di incertezza lavorativa.


