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tmw / livorno / Editoriale
Meglio una squadra che undici solisti
lunedì 14 settembre 2009, 10:54Editoriale
di Marco Ceccarini
per Amaranta.it

Meglio una squadra che undici solisti

Livorno – Molti tifosi volevano un Livorno più quadrato, meno prigioniero delle individualità, più squadra, e forse lo abbiamo. L’obiettivo è la salvezza, tornare a giocare in Serie A nella stagione 2010-11, che sarebbe la diciannovesima per gli amaranto nella massima divisione nazionale da quando esiste il girone unico. E per raggiungere questo obiettivo occorre un Livorno solido, concreto, che sia appunto innanzitutto un gruppo e non insieme di solisti. E’ chiaro che una rondine non fa primavera, ma il pareggio ottenuto col Milan ha fornito segnali incoraggianti proprio in questa direzione. Il Livorno è una squadra e non un insieme di individui ed individualità. Se il Livorno avesse battuto il Cagliari con uno striminzito golletto, ma poi avesse perso sonoramente a Napoli e quindi avesse riperso in casa col Milan, cosa d’altronde non impossibile per una formazione come il Livorno, oggi saremmo con un punto in più, tre invece di due, ma col morale sotto i tacchi e senza la convinzione di avere per le mani una squadra solida e capace, che certo deve ancora migliorare, ma che già sta facendo vedere delle buone cose. I due punti che adesso il Livorno ha in classifica, infatti, sono il frutto di una prova non esaltante ma comunque sufficiente contro il Cagliari, di una gara persa a testa alta a Napoli e di un pareggio ottenuto contro un Milan che non sarà più quello di qualche anno fa ma che tuttavia continua ad essere una squadra infarcita di campioni, fermo restando che se la compagine di Leonardo ha faticato non poco, sabato scorso all’Ardenza, non è solo perché ha qualcosa in meno degli anni scorsi ma anche perché, in più occasioni, ha subito la corsa e l’interdizione del centrocampo amaranto. Ceduto il trequartista Diamanti a campionato ormai iniziato, il Livorno ha fortificato il proprio centrocampo, prendendo quel Mozart dal quale tutti ci attendiamo grandi cose in cabina di regia, e un poderoso difensore centrale come Rivas. Il ruolo di Diamanti, anche se gli allenatori Russo e Ruotolo sono intenzionati a cambiare modulo, all’occorrenza può svolgerlo, e bene, il gioiellino Candreva. In attacco il duo formato da Lucarelli e Tavano, entrambi ancora non al top, può assicurare diversi gol. Ma non dimentichiamo che ci sono anche gli altri e in particolare il giovane Dionisi, che molto ricorda Diamanti benché con una propensione ancora più offensiva, dal quale è forse lecito aspettarsi, in prospettiva, davvero grandi cose.