Nessun arrivo in extremis, salutano Grandoni e Di Bella
Milano - Si conclude senza nessun altro arrivo il mercato in entrata del Livorno e con due partenze: quella definitiva di Alessandro Grandoni al Gallipoli e l'altra in prestito di Di Bella al Pergocrema. Grandoni, classe 1977, saluta dopo ben cinque campionati, con 146 presenze e 2 reti; fu il primo acquisto del Livorno l'anno del ritorno in serie A. Da tempo era palesemente in calo, soprattutto gli ultimi due campionati, eppure nell'ultima partita giocata contro il Cagliari sfoderò una prestazione dignitosa. Ma quest'anno (come del resto lo scorso) gli spazi per lui sarebbero stati ben pochi, chiuso da ben sei difensori centrali; già al momento dell'arrivo di Lucarelli, la sua partenza per Parma in cambio di Budel sembrava praticamente cosa fatta, poi le vicissitudini del mediano lo portarono ad effettuare la preparazione ancora in amaranto. Un in bocca al lupo gli è dovuto. Diverso il discorso per Fabrizio Di Bella, che scende in Lega Pro Prima Divisione con lo scopo di farsi le ossa e valorizzarsi. Anche per lui vale lo stesso discorsi fatto per Grandoni: troppa concorrenza là dietro per ritagliarsi un minimo di spazio, possibilità di mettersi in mostra che invece gli sarà senz'altro concessa con i cremonesi. In entrata, dicevamo, tutto fermo. Eppure le voci nella giornata giravano, in particolare quelle su Lanzaro (poi rimasto alla Reggina) e Passoni. Quest'ultima poi è diventato un vero e proprio giallo nell'ultima ora di mercato: l'affare era dato per concluso anche da emittenti nazionali, col regista che tornava in Toscana e Grandoni che prendeva la via di Mantova. Poi è saltato fuori l'Albinoleffe, già precedentemente interessatosi al giocatore, che è riuscito a condurre in porto uno scambio con i virgiliani con Gervasoni che finisce in biancorosso. Chi invece avrebbe rifiutato il trasferimento a Livorno è Tomas Locatelli, per quanto l'età e le condizioni fisiche non consigliassero certamente il suo approdo. Un Livorno in definitiva tutto da valutare, in attesa di vedere all'opera gli ultimi due innesti. Danilevicius e Cellerino come ricambi di Lucarelli lasciano più di una perplessità, una cessione di Bergvold (o per lo meno di quello visto ieri sera) per un ricambio di sostanza nel mezzo sarebbe stata auspicabile, anche un centrale di difesa esperto magari cedendo un altro di quelli in rosa (si parlava in giornata di Knezevic nel mirino dello Shakhtat Donetsk) ma molto probabilmente la positiva prova di Napoli ha convinto la società ad andare avanti così. Per certi versi la rosa può benissimo giocarsela con le altre candidate alla lotta salvezza, per altri siamo di nuovo di fronte all'ennesima scommessa spinelliana.


