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tmw / livorno / Editoriale
I ragazzi di Adana
venerdì 4 settembre 2009, 19:53Editoriale
di Ivano Pozzi
per Amaranta.it
fonte Visita il sito Alelivorno.it

I ragazzi di Adana

Adana – Chi ha visto le immagini dell’accoglienza a dir poco fraterna che la gente di Adana ha riservato alla squadra del Livorno e ad un gruppo dei ragazzi della curva, si sarà sentito un po’ come mi sono sentito io vedendole: commosso, orgoglioso, imbarazzato, ma più vivo. Guardate il filmato, eloquente anche se un po’ scuro; si vedono tanti giovani, alcuni giovanissimi, che manifestano gioia e calore, fraternità nei confronti dei ragazzi invitati ed entusiasmo incontenibile verso i giocatori. Confrontate queste scene con altre simili, con le folle di teenagers occidentali carichi di gadget tecnologici che si affollano all’uscita dalle varie “case” dei reality show: queste ci parlano di persone vere, quelle di manichini telecomandati. Si, è un’affermazione indimostrabile, ma chi se ne frega, è quello che penso e sento. Il Livorno conserva, nonostante tutto, questa magia. Negli anni, in particolare dall’arrivo tra le sue file di Cristiano Lucarelli, la nostra squadra ha pian piano assunto il ruolo di polo di attrazione di molti appassionati in tutto il mondo che vedono nel calcio non soltanto uno sport, in verità sempre più mercificato, ma un’occasione e uno strumento di socializzazione e di prassi politica, un mezzo per vivere quotidianamente i valori dell’antifascismo, della solidarietà, dell’antirazzismo, dell’interculturalità, una valida cassa di risonanza per azioni di libertà. Così sono nati i mille legami tra la nostra città e la Grecia, la Turchia, la Scozia, la Scandinavia, la Spagna, la Germania e così via. In questo c’è anche un po’ di mito, se si gratta la superficie vengono fuori le nostre polemiche interne su Lucarelli, la situazione generalmente depressa del tifo, i comportamenti talvolta assurdi della società, la sua inesistente comunicazione. I ragazzi di Adana, però, hanno diritto di non dare importanza a queste miserie. Forse sono dei sognatori, ma hanno molto da dirci e da darci. I ragazzi di Adana ci insegnano una cosa che molti sul forum hanno sintetizzato con una frase: non tutto è perduto. Stasera convergeranno su Adana persone provenienti da tutta la Turchia, e la Turchia è grande. Se per una partita amichevole molte persone sono disposte a farsi anche mille chilometri, o si tratta di insensati, ma sarebbero troppi, oppure l’evento trascende il calcio e occorre capire cosa c’è dietro. Ai sociologi scoprirlo. Io torno all’inizio. La commozione è stata tanta, non me l’aspettavo. L’orgoglio è stuzzicato, Livorno siamo noi. Occorrerà ricambiate tutto questo affetto, e questo crea l’imbarazzo. Ma tutto ciò fa stare meglio. E’ ossigeno per l’anima. Si respira meglio, anche se in senso metafisico, si ha la sensazione che ci sia ancora spazio, che si possa ancora alzare la testa e camminare col sole in faccia.