Dimenticare Bologna senza rimuovere il passo falso
Livorno – E’ durata solo venti minuti la speranza di vedere il Livorno uscire dal “Dall’Ara” con qualcosa in tasca. Fino a neanche metà ripresa, infatti, gli amaranto avevano dominato la gara, dando l’impressione di poter provare anche a vincere. Poi la solita ingenuità difensiva sui calci piazzati, un male dal quale la squadra di Russo e Ruotolo è attanagliata ormai dall’anno scorso, ha avviato la partita su un binario favorevole alla squadra di Papadopulo che, comunque, avrà tanti problemi, almeno quanti gli amaranto, per centrare l’obiettivo di una tranquilla salvezza. Il turn-over non ha portato fortuna. Con una difesa inedita, dove il solo Perticone, tra l’altro dirottato a destra visto il rientro di Knezevic, ha superato l’esame a pieni voti, e con un centrocampo privo di Mozart e senza Pulzetti (in un buon momento ma lasciato a riposo), solo i lampi del “genietto” Candreva hanno fatto luce su una prestazione grigia, decisamente a contrasto con quella positiva ma altrettanto infruttuosa di Torino. Punto ed a capo. Adesso, c’è da pensare al derby con la Fiorentina. I pochi giorni per preparare la partita hanno costretto i due tecnici amaranto a lavorare più sulla testa che sul fisico dei giocatori, per far recuperare energie nervose che, in un derby, possono essere più utili di quelle fisiche. Ed è proprio per questo che contro i viola servirà un Livorno sulla falsa riga di quello visto contro Milan e Juventus: pronto alla battaglia e per niente rassegnato a fare la vittima sacrificale, cosa che, francamente, non si è vista a Bologna quando, dopo aver subito il 2-0, gli amaranto hanno praticamente gettato la spugna, pur mancando ancora oltre 40’ da giocare. La squadra di Prandelli non ha certo bisogno di presentazioni: è una delle formazioni che da più tempo gioca insieme. Da quando è arrivato a Firenze, il tecnico di Orzinuovi ha lavorato ad un progetto ambizioso che, pian piano, sta dando i suoi frutti. Il 2-0 inflitto all’imbattuta Sampdoria parla chiaro. E proprio Jovetic e Gilardino, che hanno deciso la gara di mercoledì, sono al momento gli uomini in più della Fiorentina. Per il resto poche novità. L’impianto di gioco è collaudato e, nonostante qualche mugugno della tifoseria, è pronto per ben figurare sia in campionato che in Champions. Gli amaranto, insomma, dovranno fare gli straordinari per regalare una gioia che, in serie A, manca ormai da quasi 20 mesi e cancellare il brutto ricordo dell’ultimo derby all’Ardenza, vinto 3-0 dai viola, sempre battuti negli altri recenti incontri a Livorno. L’essenziale è, per una squadra come quella amaranto, non lasciare l’iniziativa all’avversario e non mollare mai, neppure quando il risultato parla chiaramente a sfavore. Se dovessero esser ripetuti gli errori del secondo tempo del “Dall’Ara”, la strada verso la salvezza potrebbe farsi ancor più ripida e tortuosa.


