Serve un atto di fede...
Siamo alle solite: pacche sulle spalle, complimenti, elogi, allenatori che si presentano in sala stampa ammettendo la buona dose di fortuna, ma alla fine i punti vanno agli altri ed il Livorno passa da "becco e contento", contento perché ha avuto la futile soddisfazione di mettere alle corde tre squadre di Champion's ed una che ha speso 50 milioni di euro per centrare la Europe League . Il refrain di inizio stagione è questo, in almeno quattro incontri su sei. Sembra di rivedele il film delle prime partite dell'annata 2004/05: anche lì 2 punti in 6 gare, buone prove, il 2-2 di Milano e qualche furtarello subìto. Diciamocelo, ci siamo stufati e per giunta rispetto agli altri anni ci ritroviamo in una situazione frustrante: negli anni delle tre salvezze il gioco lasciava a desiderare, ma a maggio si festeggiava; quest'anno probabilmente assistiamo ad una squadra che mai si era espressa così bene, ma che negli ultimi metri, quando si tratta di scardinare la difesa avversaria, viene colta da improvvisi attacchi di timidezza che vanificano tutto. Inutile tornare a sondarne le cause, di per sé tutte valide: punte non al meglio, Candreva che nonostante la bravura non è Diamanti ed almeno un esterno (Raimondi) che sta rendendo al di sotto delle aspettative. Difficile dare anche le colpe ai due mister, perché fino ad oggi l'unica partita spadellata del tutto è stata quella di Bologna. Cambiare modulo e tornare alla "gioiosa macchina da guerra" che è stato il 3-5-2? In effetti le caratteristiche dei giocatori si confanno a questo modulo, ma probabilmente occorrerebbe fare una rinuncia pesante: o alle geometrie di Mozart, o alla fantasia di Candreva. E fin'ora sono indispensabili entrambi. In tanti sostengono che basterebbe una vittoria a sbloccare la situazione e che la reale forza della squadra si esprimerebbe al 100%. Può darsi, ma attualmente equivale ad un vero e proprio atto di fede, anche perché se torniamo al paragone col Livorno al ritorno in A dopo 55 anni, quel gruppo qualche gol lo fece all'inizio: cinque per l'esattezza. Non resta che aspettare la ripresa della preparazione posticipata a domani, con Russo e Ruotolo che saranno ancora più stimolati far bene, dato che la pazienza di Spinelli arriverebbe al capolinea se a Siena finisse male. Trasferta che potrebbe non vedere partire Perticone se fosse conclamata la pubalgia che lo avrebbe costretto ad uscire anzitempo sabato. Come prima notizia della settimana, non c'è male...


