Il punto sulla A. Viva la fuga dell'Inter e il cosmico Livorno
Milano – Viva la fuga. Il decimo turno del campionato – un quarto della stagione di Serie A se n’è già andato – lancia come nelle attese l’Inter. Nel posticipo i nerazzurri spaziano a volontà contro il Palermo: cinque reti, come dieci giorni fa contro il Genoa, e tre subite un po’ per la reazione siciliana, un po’ per eccessivo autocompiacimento. Resta il fatto che i nerazzurri ora sono a +4 rispetto alla Juventus, seconda, e con ben 26 gol realizzati. Ma di una specie di fuga si può parlare anche in coda. Il Livorno "cosmico" dal cambio d’allenatore ha decisamente ingranato la marcia. Il successo con l’Atalanta ha infatti consentito ai toscani l’aggancio al terz’ultimo posto insieme al Bologna, che ha sconfitto e inguaiato il Siena. Anzi, a ben vedere: le due squadre che all’ottavo turno hanno cambiato allenatore (gli emiliani: via Papadopulo, dentro Colomba; gli amaranto: via l’inesperto Ruotolo, dentro il grintoso Cosmi) hanno guadagnato decisamente terreno. Così, a seguito del ko, il Siena fanalino di coda segue l’esempio delle due rivali ed esonera Giampaolo in favore di Baroni. E’ il sesto cambio di allenatore nella massima categoria: oltre ai tre già citati, ci sono anche quelli di Spalletti, dimessosi dalla Roma in favore di Ranieri; di Conte, subentrato a Gregucci a Bergamo alla quarta giornata; e di Mazzarri, che ha rilevato Donadoni a Napoli alla settima). Singolare la posizione delle pericolanti a quota 9: nel mirino, infatti, ci sono due società decisamente blasonate, e partite con ambizioni di gloria anche in questo campionato. La Roma è ad appena 10 punti, la Lazio a 11. I giallorossi sono al terzo stop consecutivo (Milan, Livorno e Udinese: tre squadre arrivate al confronto diretto in evidente difficoltà), i biancocelesti sono fuggiti in ritiro - si presume più per allontanarsi dal clima teso di Formello che per preparare davvero la sfida con il Siena, che ora appare una sfida salvezza a tutti gli effetti. Un clima caldo, nella capitale, dove tra l’altro domenica si gioca Roma-Bologna, un’altra gara dai sorprendenti toni delicati. Non meno appassionante della sfida per non retrocedere, comunque, è la lotta per i quartieri alti. Dietro all’Inter in fuga, infatti, ora c’è la Juventus, che ha dominato lo scontro diretto con la Sampdoria (5-1) scavalcandola di un punto. Ma i blucerchiati non molleranno terreno facilmente. Al quarto posto c’è il Parma (2-0 al Bari, al secondo ko stagionale), ma la piazza avrebbe potuto essere del Milan, partito forte a Napoli: due gol in pochi minuti non sono bastati, però, a prevenire distrazioni nel finale e a regalare il pareggio - meritato, peraltro - al Napoli. Si tratta anche dell’unica "X" della giornata. Così il Milan resta alle spalle dei ducali, splendidi neopromossi. E vengono anche agganciati dal Genoa, capace di battere la Fiorentina (2-1) in una giornata storta per i viola (due pali). Sereno anche il Chievo, che ha battuto il Catania in trasferta e nonostante un rigore sprecato. In termini di gol la giornata è stata da record - grazie alle due goleade di Inter e Juventus - 34 i gol segnati (22 interni, 12 esterni) per un totale di 251. La firma sul gol numero 250 è di Miccoli. Da segnalare che la rete di Pato in Napoli-Milan è la 100.a rete esterna della stagione. Tre i rigori battuti nella giornata: impeccabili Mascara ed Eto’o, sbaglia, come detto, Marcolini. Si tratta del quinto penalty mancato quest’anno, e c’è da dire che chi ha sbagliato dal dischetto non ha mai perso. Anzi: il Napoli (che ha sempre mancato la trasformazione) ha vinto due volte (errori di Hamsik contro il Siena e di Quagliarella contro la Fiorentina). Hanno sbagliato anche Cassano contro l’Udinese (vittoria) e Maccarone contro il Livorno: solo in questo caso la partita è finita in pareggio.


