Quarto tempo. Il Livorno non ha perso
Livorno. A memoria di tifoso amaranto, non si ricordavano due partite senza perdere da tanto tempo e questa è già una notizia che per una società fantasma è degna di un titolo a tre colonne. L’esordio casalingo della stagione ‘20-‘21 è una prestazione positiva e incoraggiante, anche se macchiata da un paio di perle in fase difensiva e di interdizione a centrocampo a cui siamo abituati da tempo immemore e su cui si può lavorare. Ma non fa niente. La reazione c’è stata con un numero del DiGe in versione CR7, di un altrettanto encomiabile forcing per la remuntada e di una gestione della partita che non ha lasciato niente a desiderare. Il gol del vantaggio è fortunoso, ma anche voluto con tutte le forze. L’own goal che sancisce il pareggio al 90esimo è un incidente di percorso che succede anche in Champions League. Non è una tragedia.
La tragedia si sta consumando lontano dal campo. Ma questa è un’altra storia.
Il mea culpa di Mister D’Agostino è tutta incentrata sui calci piazzati dove, nonostante il lavoro settimanale, i blu-celesti sono caduti inesorabilmente per ben due volte. Il signore che lo intervista, accreditato stampa del Calcio Lecco 1912, parte con queste parole: “Con una squadra così forte come il Livorno…”
La squadra così forte siamo noi. Ricordiamocelo anche domenica prossima.
Livorno – Lecco 2 : 2


