Il grido d'allarme
Livorno - Nei giorni in cui cedeva una percentuale di quote del Livorno all’imprenditore laziale Rosettano Navarra, oggi nuovo presidente amaranto, sul finire della scorsa estate, l’ormai ex patron Aldo Spinelli, in rotta con la piazza sportiva, ha ceduto un’altra percentuale di quote del club di via Indipendenza ad alcuni imprenditori finanziati da una banca di credito cooperativo con sede a Verona, Banca Cerea, che nello stesso periodo conduceva un’operazione analoga a Carpi.
A Livorno, in merito all’operazione finanziata da Banca Cerea, tutto è sembrato e sembra ruotare attorno all’imprenditore Roberto Lamanna, ex presidente del Cuneo, che fu protagonista di un clamoroso fallimento societario con il club delle Langhe.
I piccoli imprenditori entrati nel Livorno sono i piemontesi Silvio Aimo, Guido Presta, Umberto Casella ed Angelo Cornaglia, più il laziale Mauro Ferretti, tutti o quasi già attivi nel mondo del calcio con esperienze, per usare un eufemismo, un tantino critiche, come dimostra il fatto che Aimo e Cornaglia sono falliti con il Cuneo di cui era presidente proprio Lamanna e Ferretti è implicato nel fallimento dell'Arezzo.
Viene dunque da chiedersi, alla luce di tutto questo, cosa sta accadendo a Livorno e quale rischio corre la gloriosa società amaranto. Gli intrecci non sono chiari. La speranza è che le questioni si possano chiarire. Quello che adesso lanciamo, però, è un grido d'allarme.


