Quarto tempo. Belli fuori e dentro
Vercelli. Erano in pochi quelli che avrebbero buttato qualche euro sul 2 del Livorno a Vercelli ma le sorprese che il gioco più bello del mondo ci riserva con regolarità disarmante sono proprio quelle che fanno la gioia degli scommettitori più accaniti e dei tifosi più appassionati.
Con il senno di poi, siamo tutti bravi a trovare la giustificazione. A posteriori, chiunque diventa il critico più arguto o l’opinionista più esperto. Ben lungi dal voler calarci in queste vesti, in cuor nostro, l’aspettativa del riscatto aveva preso sempre più forma quando, proprio nel giorno della partita in cui tutti ci davano per sconfitti, il buon Spinelli si era frugato e aveva permesso alla società di regolare i sospesi che hanno minato per lungo tempo le menti dei calciatori e l’anima dei tifosi. Ed il Livorno sceso in campo al Silvio Piola ha giocato come se fosse un’altra squadra. Potere del denaro? Può essere. Chi lavora, deve essere pagato.
Dal Canto, sostiene l’esatto contrario. E lo fa a ragion veduta perché i ragazzi hanno sempre dato tutto, anche quando la busta paga non arrivava. È vero anche questo. Ma questa volta abbiamo assistito a una prestazione da incorniciare, su un campo difficile, con una squadra che si trova nella zona Uefa del girone.
Ai microfoni anche Sven Braken, un assist e un gol. L’Olandese Volante, nel suo italiano in netto miglioramento ma ancora privo dei connettori testuali, parla della partita con il sorriso sulle labbra. “Una buona partita, primo tempo un po’ difficile, fatto uno solo tira a porta loro, ma secondo tempo tutti insieme fatto buona partita”. Sul suo gol: “Combinazione con Murilo, tira diretto con mia sinistra gamba e portiere no buono penso”. Va bene così. È pagato per segnare, non per recitare al Goldoni.
Pro Vercelli – Livorno 0 : 2


