Il punto sulla A. Juventus e Milan crollano, Livorno corsaro
Milano – Il campionato continua ad essere particolarmente altalenante in vetta, con l’Inter che prima fa il vuoto e poi lo perde, che potrebbe lanciare la zampata decisiva almeno per la volata al titolo d’inverno – mancano appena tre turni – e viene invece fermato dall’Atalanta, e con il Milan che cede le armi per la terza volta (ottimo il Palermo), per la seconda a San Siro (per la quinta volta l’attacco rossonero resta a secco, in casa era successo solo contro il Bari - 0-0 - e contro l’Inter - 0-4). Crolla la Juventus, al quarto stop stagionale e terza sconfitta nelle ultime cinque partite esterne. I bianconeri non perdono terreno nei confronti del Milan, ma vedono avvicinarsi pericolosamente il Parma, quarto da solo e a due punti dall’accesso diretto alla Champions league. Le novità più rilevanti, però, sono in coda: il Siena, che batte l’Udinese, non è più ultimo in classifica. I sei punti nelle ultime due giornate valgono il sorpasso pieno al Catania, che è invece al terzo stop consecutivo. Il Livorno, poi, lascia la zona retrocessione grazie al gol di Danilevicius, che vale anche uno dei due successi esterni della giornata. Torna a vincere la Lazio dopo ben 13 giornate (a fine agosto a pagare dazio era stato il Genoa). Tornando alle zone "nobili", allarma la situazione della pur rimaneggiata Fiorentina, al terzo stop in quattro gare (e sesto complessivo). Samp e Roma, con lo 0-0 del posticipo, la staccano di un punto. I viola vengono anche agganciati da Napoli, Chievo e Bari. Capitolo statistiche: 25 i gol segnati nella 16.a giornata (due su rigore: sono, finora, 36 i rigori trasformati. Sabato è arrivato da Diego l’ottavo errore dal dischetto per un totale di 44 trasformazioni tentate: 0,2 a partita). In totale le reti salgono a 408 (2,55 a incontro): di Miccoli al 49’ di Milan-Palermo il gol numero 400. Il Palermo era stato coinvolto - ma come "vittima" - anche nel gol numero 300, siglato da Di Vaio al 93’ di Bologna-Palermo. Scende la percentuale di pareggi: sono 40, il 25% del totale. All’undicesimo turno, quando raggiunsero quota 30, erano oltre il 27%. Quarantuno, invece, le vittorie esterne.


