Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / livorno / Editoriale
Sarà il solito gennaio?
lunedì 28 dicembre 2009, 14:58Editoriale
di Lorenzo Corradi
per Amaranta.it

Sarà il solito gennaio?

Livorno - Gennaio negli ultimi anni dell'era spinelliana è un mese che fa venire il fegato grosso ai tifosi amaranto. In genere i sintomi si annunciano già verso la seconda metà di novembre, quando qualche persona lungimirante (e non sempre interna alla società Livorno Calcio) si rende conto che in estate poteva essere fatto quantitativamente di più e qualitativamente di meglio. Comincia così la gara allo spara-nome, con qualche uscita davvero improbabile come quella dello scorso anno che voleva trattative con Gravesen e Davids. Tralasciamo sul fatto che due mesi e mezzo dopo è arrivato Cellerino (soffiato, pare, alla Lazio di Lotito con Spinelli che vaneggia un presunto pagamento del cartellino vicino ai 2,5 milioni) e che ha messo piede in campo la prima volta a marzo, perché la politica post-Epifania di sciù Aldo è sempre stata questa, non molto differente tra l'altro con quella praticata da giugno ad agosto, salvo probabilmente quella dell'inverno 2007, quando in riva al Tirreno giunsero Stefano Fiore (che non era quello di un tempo, ma autore di almeno 5-6 gare da incorniciare), Carmine Coppola (mediano di quantità, ma che partiva in campo ammonito), Martin Bergvold (allora in prospettiva) e Cesar Aparecido (lui sì l'ombra di se stesso; a malapena ci si ricorda del suo inutile rigore contro il Palermo). Per il resto si è sempre andati sul risparmio, prestiti o comproprietà, oppure tirare ad indovinare e già era grassa se non arrivava qualche giocatore rotto. Come non dimenticare la sessione invernale del mercato 2002/03, con gli amaranto secondi al giro di boa nell'anno del ritorno in B gettato al vento con l'acquisto degli azzoppati di lungo corso Billio e Cribari? E le cessioni di Gelsi, Piovani, Ruotolo e Serafini? Ma l'obiettivo era la permanenza in categoria, per la dirigenza un alibi di ferro. L'anno dopo, quello della promozione in A, arrivano il giovane Gambadori dal Pavia (poi mandato a fare il giro delle sette chiese in C, Pisa compreso, dopo avergli fatto assaggiare un paio di volte l'ebbrezza della massima serie), ma soprattutto Passoni. Molti non sanno però che l'arrivo del regista non fu un atto di sagacia dei dirigenti labronici, ma un suggerimento di Beppe Papadopulo che lo consigliò a Spinelli e Bini per averlo avuto alle sue dipendenze a Siena. Il "pres" ed il ds, in realtà, non sapevano dove andare a parare rischiando di spazientire Mazzarri. Passoni veniva da una squadrucola della A russa, l'Uralan, che a fine stagione cascò dal giornale accomodandosi in seconda serie. Il primo mercato invernale di A viene "bagnato" con un duetto staniero che ancora scalda i cuori della tifoseria...: Paulinho e Licka. Non vorremmo infierire in proposito, ma ricordare solo che il primo (accolto da 3000 tifosi al primo allenamento e "benedetto" da Protti) lo si è mandato in C dopo quattro anni in cui lo si è illuso di poter reggere le due categorie superiori, Licka fu rispedito via in fretta e furia ed è andato a fare una onesta carriera nel Southampton. Gennaio 2006: Livorno clamorosamente quinto, Spinelli promette la ciliegina, corre voce di un imminente arrivo in comproprietà di Di Natale, intanto se ne vanno Melara, Centi, Vigiani ed altri, poi il 31 gennaio eccoti spuntare Stefano Argilli dal Modena, un ex senese che qualche volta ha fatto male agli amaranto. L' "uomo giallo" si giustifica così: "Può ricoprire due ruoli". Vicenda Donadoni, le sette sconfitte, la "new entry" chiaramente non può incidere. Già detto del 2007, che comunque rischiava di costare la retrocessione con un anno di anticipo. Annus horribilis 2008: Zanetti gambizza nel giro di venti minuti Bergvold e Giannichedda (al ritorno toccherà a Pulzetti), uomini-chiave del rilancio toscano firmato Camolese, ma la classifica ride ed in più c'è la trattativa per il passaggio di consegne alla cordata Berrighi-Ferragamo-Antinori; Spinelli coglie la palla al balzo e si rifiuta esplicitamente di rimpiazzare i due assenti che ne avranno per molto; giungono l'infortunato Vailatti. il cavallo di ritorno Melara in ruolo già coperto e la meteora Sidny che esordirà alla penultima giornata. E' B, senza se e senza ma e neppure in cadetteria cambia la strategia del mercato di riparazione: già detto di Cellerino, aggiungiamo che a quella squadra serviva un centrocampista e sì una punta, ma d'esperienza. Per fortuna che i santi Tavano, Diamanti e Ruotolo fanno ingranare la quarta al gruppo che festeggia il ritorno nell'Olimpo. Questa volta l'andazzo cambierà? La giostra dei nomi ovviamente gira, il presidente è però lo stesso, ma si sa anche che i rinforzi servono eccome. Se ci basassimo sull'esperienza, quindi, diremmo che ci sarebbe da intraprendere la strada per Montenero e chiedere una grazia, ma è pur vero che in panca c'è Serse Cosmi, non aziendalista e che non le manda a dire, anzi, è già stato abbastanza esplicito in riguardo. Che dire in conclusione? Non resta che sperare nel mister, che incanti le vipere presenti nelle tasche di Spinelli.