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tmw / livorno / Editoriale
È un momento delicato ma contestare non serveTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
lunedì 15 febbraio 2010, 22:08Editoriale
di Daniele Marzi
per Amaranta.it

È un momento delicato ma contestare non serve

Livorno - Non è stato un bel compleanno per il Livorno. Nel giorno in cui la maglia amaranto ha compiuto 95 anni, è arrivata una sconfitta pesante, non tanto nel risultato, quando nel modo in cui è maturata. È bastato un Bologna organizzato e neanche troppo incisivo per aver ragione di una squadra che, come un plotone di pivellini, si è fatta imbrigliare nella ragnatela preparata diligentemente da Colomba. Oltre alla quasi totale assenza di occasioni da gol, quello che ha destato maggiore sconforto è stato vedere un centrocampo praticamente incapace di saltare l'uomo dove neppure Mozart stavolta è riuscito ad lasciare il segno. Molto probabilmente Moro o Bergvold, elementi più dinamici rispetto ad altri compagni di reparto, avrebbero fatto comodo dall'inizio, così come forse era il caso di provare Di Gennaro sin dal primo minuto assieme a Bellucci a supporto di Tomas. Di se e di ma, però, sono piene le fosse, e questo Cosmi lo sa benissimo... Ora dovrà venire fuori il vero carattere di questa squadra, quello che ha permesso di stare per nove giornate fuori dalla zona retrocessione dopo un inizio disastroso. Ed anche la piazza, anziché mugugnare, dovrebbe stringersi attorno alla squadra per tentare di raggiungere la salvezza. Che il Livorno avrebbe lottato fino alla fine per evitare la Serie B, del resto, era ben chiaro a tutti. Non è tempo di polemiche o processi. Quelli si fanno alla fine. Con quattordici partite ancora da giocare c'è tutto il tempo per uscire da questa situazione. A Firenze, dove si disputerà il penultimo derby di stagione, gli amaranto sono attesi da una prova durissima. Scordiamoci l'idea di trovare un'avversaria con le pile scariche dopo l'impegno di Champions. Pur con diversi infortunati e qualche squalificato, i viola hanno la ferma intenzione di tornare a vincere. Prandelli, messo in discussione dai tifosi per la prima volta da quando guida la Fiorentina, è proprio per questo ancor più determinato nel far risultato. Il Livorno, che non fa punti a Firenze dal novembre 2004, ha l'obbligo di scendere in campo col coltello tra i denti, per poter sopperire con l'agonismo allo strapotere tecnico dei viola. Un po' come accaduto a Milano. Solo con queste armi gli amaranto potranno raggiungere l'obiettivo della permanenza in Serie A.