Ceccarini su Magnozzi e Picchi: "Tennero alto il nome di Livorno"
Livorno – I due più iconici calciatori nati a Livorno, Mario Magnozzi ed Armando Picchi, sono stati ricordati a Montenero dal giornalista Marco Ceccarini, che su di loro, nel 2021, ha pubblicato il libro di monologhi “Quello stadio è il nostro stadio” per le edizioni Ctl di Livorno.
Nella sala conferenze del ristorante Conti, dopo i saluti del padrone di casa, Marzio Conti, presidente della Pro Loco di Montenero organizzatrice dell’evento, Ceccarini è stato presentato dalla scrittrice Rossana Fatighenti, curatrice del ciclo “Montenero incontri” che rientra nella rassegna “Tocca le stelle a Montenero”.
Ceccarini, che pubblicò il libro di monologhi in occasione del cinquantesimo della scomparsa di entrambi, avvenuta nel 1971, ha ricordato le caratteristiche dei due giocatori, che “in modo diverso, in tempi diversi, hanno tenuto alto il nome della Livorno sportiva”.
Ceccarini ha sottolineato come Magnozzi e Picchi, pur divisi da trentatré anni di differenza, erano fra loro non solo in buoni rapporti di amicizia ma erano anche legati da una sincera stima reciproca. Il titolo del libro nasce da una frase che Magnozzi rivolse a Picchi in occasione di un invito che quest’ultimo, in quel momento allenatore del Livorno, fece al suo antico maestro (Magnozzi ha allenato Picchi negli anni Cinquanta, ndr) per seguire una importante gara degli amaranto. Sembra che Magnozzi, in tale frangente, ebbe a dire: “Un giorno questo stadio dovrà essere intitolato a me od a te”. Nel 1990 lo stadio di Ardenza è stato dedicato a Picchi ma nell’atrio dell’impianto, oltre a quello di Picchi, c’è anche il busto di Magnozzi.
La scrittrice Fatighenti ha letto alcuni brani del libro rendendo ancora più suggestivo e coinvolgente il ricordo di questi due grandi campioni livornesi del calcio italiano e mondiale.






