Società, l'Azionariato Popolare Livornese si presenta alla città
Livorno - Signori, ecco l'Azionariato Popolare Livornese. Il battesimo davanti alla stampa c'è stato oggi nel tardo pomeriggio in un noto Caffè della città. Presenti quattro dei fondatori, tra cui il commercialista e socio Michele Fusco, che ha svolto le funzioni di relatore. Socio di che? Di una cooperativa, perché l'APL è prima di tutto tale, che mira a raccogliere un altissimo numero di adesioni a fronte di una quota d'adesione pari a 50 euro. Associazione assolutamente democratica, dove ognuno porta il proprio contributo ed a questo proposito viene fatto appello ai club dei tifosi, al Centro di coordinamento ed a tutti coloro che non sono convinti di questa iniziativa ad aderirvi, ma ad un patto: nessuno può detenere più del 5% delle eventuali azioni. L'idea nasce quando la presidenza ipotizzò l'azionariato popolare nel caso non ci fossero stati compratori e prende come esempio le esperienze del Barcellona, del Bayern Monaco, del Real Madrid e dell'Arsenal. L'obiettivo è chiaro: accaparrarsi quanto meno il 10% del potenziale pacchetto azionario che Spinelli potrebbe mettere sul mercato, col sogno esplicito del 100%. Insomma, il Livorno ai livornesi, ma Fusco tende a precisare che non c'è nessuna pregiudiziale contro Spinelli, anzi, non chiude alla possibilità che il patron possa rimanere con una quota di minoranza. Ambiziosi i programmi dell'APL: centro sportivo, valorizzazione del settore giovanile, merchandising. Forse troppo? Fusco non si scompone e sa che sarà dura, annuncia persino l'intenzione di proporre a Spinelli un accordo in cui viene concordato il prezzo di vendita del Livorno, in cui il presidente rimane libero di vendere la società a chi vuole, ma garantirebbe all'APL il diritto di prelazione; è anche un modo per capire le reali intenzioni della proprietà se passare o meno la mano e dei presunti acquirenti. Non solo calcio per l'associazione, ma molto più al di là: rilanciare l'immagine della città di Livorno attraverso la partecipazione a manifestazioni di vario genere, sportive e non. Molte belle idee come si vede, nobili perfino, che siano applicabili è però ben altra cosa. E' bene ricordare che il possibile prezzo di ciascuna azione (dovrebbero essercene 36500) è di 500 euro ed in una città dalla difficile situazione economica e sociale non è poco.


