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Il sogno di Livia: "Avere le giuste opportunità"
giovedì 10 marzo 2011, 18:22Calcio
di Daniele Domenici
per Amaranta.it

Il sogno di Livia: "Avere le giuste opportunità"

Livorno – Xavier Livia è il preparatore atletico della Primavera del Livorno. In molti lo considerano come uno dei probabili “nuovi acquisti” nello staff della prima squadra in vista del prossimo campionato. E’ peruviano. Sta svolgendo un ottimo lavoro per il Livorno. Va ringraziato l’indimenticato Miguel Vitulano che lo fece venire a Livorno per iniziare questa avventura. Questa la nostra intervista.
Come nata la passione per il calcio e per lo studio delle attività motorie e della preparazione atletica?
“Il calcio l’ho giocato a livello giovanile e mi piaceva tantissimo, poi a 17 anni, quando sono entrato all’università a fare il corso di educazione fisica, mi sono avvicinato al calcio come istruttore e come insegnante di psicomotricità. Facendo questo tipo di lavoro mi sono appassionato moltissimo con i progressi e l’allegria di ragazzini. E’ bello vedere che ogni volta riuscivano a fare meglio e cercavo allora, in ogni allenamento, di insegnare qualcosa di nuovo, specie con il pallone. Allora leggevo tantissimo e cercavo di aggiornarmi sempre per imparare di più e poter trasmetere più cose in campo a miei allievi e cosi ho scoperto che dove c’erano più cose da imparare era sulla preparazione atletica, sul come gestire il carico di lavoro secondo l’età, secondo le caratteristiche individuali, secondo il ruolo in campo, il clima, la psicologia individuale e collettiva, secondo un modulo di gioco, una filosofia di gioco, e via dicendo. A un certo punto ho visto che più imparavo, più mi accorgevo che non sapevo niente. E’ incredibile quanto uno deve imparare per capire che è poco quello che sa! Da quel momento non ho smesso di aggiornarmi e di sperimentare nuove tecniche per migliorare le prestazioni dei giocatori sia un ragazzino di una scuola calcio o un professionista di Serie A”.
I tuoi inizi?
“Ho iniziato in scuola calcio a 18 anni facendo l’istruttore e poi l’allenatore di ragazzini piccoli, dopo ho avuto la fortuna di essere stato nominato responsabile della scuola calcio e poi preparatore atletico principale del settore giovanile di una società importante a Lima, Perù, e con il passare del tempo sono arrivato a essere il preparatore atletico della prima squadra di questa società e ho vinto lo scudetto peruviano nel 1998 e 1999 e per questi meriti nel 2000 mi ha chiamato la federazione peruviana per prendere la responsabilità della preparazione atletica della Under 15 e della Under 17, e dopo l’Under 20. Nel 2002 abbiamo vinto un campionato sudamericano con l’Under 20. Nel 2003 sono passato a far parte dello staff tecnico della Nazionale maggiore per la qualificazione al mondiale di calcio in Germania, quelli del 2006..Nel 2004 e 2005 ho anche allenato, sul piano atletico, una squadra della Serie B raggiungendo la promozione nel massimo campionato del Perù. Da neopromossa, in Serie A, abbiamo fatto un campionato discreto e lottato anche per i primi posti in classifica”.
Come mai dal Perù sei venuto in italia?
“Quando lavoravo per la federazione peruviana, in un campionato in Francia con l’Under 17, abbiamo sconfitto Portogallo e Italia e siamo arrivati terzi dietro Argentina e Francia. Mi sono incuriosito per il tipo di lavoro svolto in Europa e la mia ammirazione per il calcio italiano mi ha portato a voler sapere i metodi e filosofia del calcio di una potenza calcistica mondiale. quindi ho iniziato a contattare la federazione italiana e sono stato invitato a fare il corso a Coverciano. E’ così che arrivo in Italia, per continuare la mia voglia di imparare ed aggiornarmi ancora”.
Come avvenne il contatto che ti ha portato a fare il preparatore a Livorno?
“Ho conosciuto Miguel Vitulano ed Enrico Bacciardi, che erano dirigenti del settore giovanile, ed abbiamo avuto sintonia fin dall’inizio. Attraverso questo contatto è nata la possibilità di entrare a fare parte dello staff del settore giovanile. Io ho dato la mia disponibilità e così nella stagione 2006-07 ho iniziato con la categoria Allievi”.
Come ti trovi nel Livorno?
“Sinceramente mi ha appassionato il tipo di persona che è il livornese. Ho visto che la società è in continua crescita. per quanto riguarda il settore giovanile. Questo è il quinto anno che sono a Livorno. Il primo e secondo anno mi sono serviti per conoscere la mentalità e la filosofia di vita del calciatore e della gente di Livorno, è il terzo anno che alleno la Primavera e siamo soddisfatti delle prestazioni sia fisiche , tecniche e tattiche, perche si gioca alla pari con le squadre più importanti e forti d’Italia”.
Come sta andando la squadra Primavera e quali sono i suoi progressi?
“Stiamo crescendo un passo alla volta e stiamo creando una mentalità e uno stile nostro, la cultura del lavoro, il giocare bene il pallone, avere una mentalità vincente. Sempre i nostri metodi si fondano su queste idee, adesso si gioca bene il pallone e si corre molte volte più degli altri, purtroppo il risultato non dice il reale valore di impegno dei ragazzi. Un’altra cosa importante è che noi si gioca con ragazzi che hanno uno o due anni in meno rispetto alle altre squadre. Inoltre, da quest’anno, sto coordinando il lavoro atletico con le altre categorie e abbiamo fatto i valori di riferimento da raggiungere anno per anno per continuare questa crescita e diventare una delle società più importante nel calcio giovanile. Abbiamo la soddisfazione di vedere come i nostri ragazzi si avvicinano al grande calcio: Simeoni, Lignani, Modica, i cugini Moscati, Ceccherini, Welle, Bardi, Dell’Agnello e tanti altri ragazzi”.
Su cosa basi la preparazione atletica?
“Posso dire che ho una metodologia particolare perché mi sono dovuto adattare alla nostra società. Qui a Livorno bisogna costruire giocatori di calcio, migliorare ogni aspetto sia fisico, tecnico e intellettuale, ed anche socio-emozionale,.e la mia metodologia è basata su questo, fare crescere i ragazzi sotto tutti i punti di vista. Ho creato esercitazioni specifiche per sviluppare la tecnica e la velocità di pensiero calcistico. Tutto questo con alta intensità, per stimolare le diverse capacità fisiche. Arrivano ragazzi con poca esperienza di gioco, senza lavoro accumulato fisico e tecnico, e quindi dobbiamo metterci a sviluppare questi parametri, che sono importantissimi per giocare ad altissimi livelli, e come dicevo prima la squadra adesso ha un’identità di gioco. Ci manca solo la finalizzazione, questo è un lavoro per il prossimo anno migliorare gli attaccanti”.
Sogni e aspirazioni future?
“I miei sogni sono quelli di raggiungere un livello altissimo sul piano nazionale e dopo internazionale. Per adesso sono con il settore giovanile, poi mi piacerebbe essere con una squadra professionistica a Livorno o con una società che mi dia delle opportunità. Le mie aspirazioni sono continuare a crescere professionalmente ed essere felice con la mia famiglia.
La soddisfazione più grande nella tua carriera?
“Sono state tantissime. Gli scudetti vinti nel campionato peruviano, ogni volta che vedi i frutti del lavoro, e poi la soddisfazione di esser considerato il miglior preparatore atletico del Perù”.
Quale la tua filosofia di calcio?
“La mia filosofia del calcio è quella di dare spettacolo e vincere e di esprimere il massimo della capacità in novanta minuti di gioco in maniera intelligente, con correttezza e solidarietà, perché penso che per essere un buon calciatore bisogna essere prima una buona persona, avere valori e tantissimo spirito di sacrificio e rispetto per tutti”.
Per chiudere, qualche ringraziamento?
“Ringrazio moltissimo voi per l’intervista e tutta la gente di Livorno perché ho sempre trovato disponibilità in tutti. Ringrazio anche la società del Livorno e tutti dirigenti che hanno creduto nella mia proposta di lavoro. Voglio ricambiarli con le soddisfazioni che si aspettano”.