Varese-Livorno, le pagelle degli amaranto
Livorno - Poche le sufficienze assegnate ai giocatori del Livorno all’indomani del pareggio interno, senza reti, contro il Varese. Luci il migliore in campo. Non sufficiente, a giudicare da alcune scelte, il tecnico Novellino.
De Lucia. Non rischia quasi mai, il Varese fa girare bene la palla, ma davanti punge poco. Per lui, a parte alcune uscite fuori dall’area un po’ discutibili, una buona chiusura in corner sull’incursione di Ebagwa. Nel finale viene un po’ graziato dallo stesso attaccante nigeriano che mette fuori di testa sulla sua uscita errata. Voto: 6 meno.
Bernardini. E’ la prima, e la maggiore, nota dolente della gara. Raramente azzecca un intervento, gli esterni biancorossi lo saltano quasi con irrisione e commette molti errori nei passaggi, anche in quelli più semplici. La fascia destra non è casa sua. Voto: 4,5.
Knezevic. Gioca una partita ordinata e grintosa, commettendo pochissimi errori. Voto: 6,5.
Miglionico. Ordinaria amministrazione, con qualche proiezione offensiva ma senza particolari acuti. Voto: 6.
Pieri. Corre tanto e garantisce una discreta spinta, pur con l’usuale quota di errori in appoggio. Accettabile anche la fase difensiva. Voto: 6.
Luci. Il migliore, ad avviso di chi scrive. Dà sostanza e corpo al centrocampo, lui così minuto, mostrando visione di gioco e integrandosi perfettamente con Iori. Prestazione buona in tutte le fasi, ed esempio per un gruppo che sta stancando i pochi reduci del Picchi: in campo si vede poca voglia di sbattersi, poca consapevolezza dell’importanza della maglia che si indossa. Voto: 7.
Iori. Positivo e propositivo, risulta fra i migliori in casa amaranto. Voto: 6,5.
Belingheri. Mandato al macello. Non entra mai in partita, la palla dalle sue parti non passa e lui non se la va a cercare. Probabilmente la posizione in cui Novellino lo schiera inizialmente non la digerisce, fatto sta che non lascia la minima traccia sulla partita, salvo un paio di palloni persi. Voto: 4,5.
D’Alessandro (dal 1’ st). Come ormai ci ha abituato, il frullino romanista parte a mille ma stavolta riesce a tenere le marce alte fino in fondo. Mostra, per la verità, il solito difetto di eccessivo amore verso il pallone, ma sfiora anche la rete con una bella progressione, conclusa con un tiro che esce di poco sulla destra di Zappino. Si ha l’impressione che costituisca una delle poche armi nell’arsenale amaranto, e che sia il caso di farlo giocare di più. Voto: 6.
Schiattarella. Avrebbe dovuto giocare un po’ accentrato, nel progetto iniziale di Novellino, con Belingheri un po’ avanzato, ma la non-prestazione dell’ex ascolano rimescola le carte, e con l’ingresso di D’Alessandro torna nella canonica posizione di fascia sinistra. Alla fine della fiera di lui si ricordano poche cose, e nessuna indimenticabile. Voto: 5,5.
Dionisi. Si dà da fare, cerca di aggredire gli spazi e le palle vaganti, visto che di suggerimenti diretti ne vede pochini, ma arriva quasi sempre secondo sulla palla. Da lui soltanto un paio di incursioni, e nessun tiro pericoloso. L’involuzione continua. Voto: 5,5.
Danilevicius (dal 26’ st). Non riesce nemmeno a scaldarsi, completamente fuori dalla partita. Voto: 5.
Galabinov. E’ un po’ sfortunato. Dal momento che esce gli amaranto riescono a sfornare qualche cross decente, cosa che con lui in campo non si erano degnati di fare. E’ volenteroso ma legnoso, riesce a difendere qualche discreto pallone ma non nasce nulla di positivo, e soprattutto di pericoloso per la porta lombarda. Voto: 5.
Tavano (dal 18’ st): quasi mezzora per Ciccio, forse troppo poco ma anche lui sembra vuoto e non combina nulla di buono. Voto: 5.
Novellino. Nel dopo partita lamenta la mancanza di esterni offensivi, ma l’unico di cui attualmente dispone, il giovane D’Alessandro, lo fa partire dalla panchina. Toglie la torre Galabinov quando iniziano a piovere i primo cross. Coerenza? Per ora non fa pensare di avere in mano completamente la situazione. Voto: 5.


