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Livorno e provincia, terra d'arte e di campioni dello sport
giovedì 3 marzo 2011, 11:04Generico
di Alessandro Volpi
per Amaranta.it

Livorno e provincia, terra d'arte e di campioni dello sport

Livorno - Una palestra naturale di veri talenti sportivi, la città più medagliata d’Italia, questa è Livorno. Ben 475 medaglie delle quali il 60 per cento d’oro, ma anche d’argento e di bronzo, sono quelle che hanno ricevuto, fino adesso, gli atleti livornesi. Un doveroso omaggio in ricordo di Luciano De Majo, il giornalista recentemente scomparso "che sapeva tutto di sport", ha aperto la serata di lunedì 28 febbraio presso il cinema teatro Quattro Mori, interamente dedicata alla proiezione del film documentario "Livorno e la sua provincia terra di arte, sport e campioni". Presentata dal presidente nazionale, Rodolfo Graziani, e dall’azzurro di salto in lungo Alberto Bonaccorsi, gli atleti hanno raccontato la loro storia mettendo in risalto l’appartenenza al territorio livornese, costituendo un vero patrimonio che andrebbe realmente tutelato. Quale atleta non ha sognato un giorno di salire su un podio, ma se sei di Livorno hai una possibilità in più. Pubblico in piedi per l’inno di Mameli che apre il filmato. Scorrono le immagini di Federico Caprilli, il primo cavaliere d’Italia, nonostante la sua imponente statura. Era alto 2.02, ricorda Aldo Santini, lo storico giornalista. Si parte con il canottaggio con i ricordi di Filippo Mannucci, pluri medagliato, con Luca Agamennoni, dal Palio marinaro alla medaglia di bronzo nel 2005 in Giappone, come membro del due senza azzurro, in coppia con Dario Lari anche lui livornese, portando dopo quasi settanta anni dagli Scarronzoni, un’imbarcazione composta interamente da livornesi. Sette volte campione d’Italia. Ricorda Santini quando gli Scarronzoni andarono alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1932 ed a Berlino nel 1936, facendosi conoscere con le loro salaci battute e la loro imponente forza fisica. E’ la volta dei medagliati delle arti marziali, Giulia Quintavalle che rinuncerebbe a tutto ma non "alla schiacciata e la pasta con le cicale", poi allo skipper Alberto Fantini, che ha fatto parte del team di Azzurra e del Moro di Venezia, la nuotatrice Ilaria Tocchini, 38 titoli nazionali. Il giornalista sportivo Vinicio Saltini ricorda il calciatore "Armandino" Picchi, anche lui scomparso troppo giovane, nella sua veste insolita di "inventore della gabbionata". Lo vedevamo arrivare con la bicicletta e gli zoccoli ai Pancaldi, nella sua genuinità, nonostante fosse famoso. E’ la volta del grande atleta Fabrizio Mori, Il simpatico lottatore Riccardo Niccolini che ha recitato anche in un film di Sylvester Stallone e ha vinto anche i campionati di "braccio di ferro". Non a caso il suo club si chiama Popeye. Poi ci sono Letizia Tinghi, per il pattinaggio, Andrea Baldini, fiorettista che ha preso il brevetto di pilota, lo storico 0586 scritto nelle mani di Aldo Montano, i pugili Luigi Tassi e suo figlio Luca e Remo Golfarini. E’ la volta di Paolo Bettini. Scorrono le immagini della nostra bella città, di Effetto Venezia... Ma questa è un’altra storia! Un plauso al bravissimo regista Rossano Vittori.