Pillole amaranto. Il Livorno non sa più vincere
Livorno - L'ennesimo pareggio degli amaranto conquistato ad Empoli, un risultato forse immeritato per gli avversari che hanno pure fallito un rigore con Forestieri, rischia di rendere l'appuntamento con le settimanali pillole un'analisi sempre più simile, settimana dopo settimana.
Il Livorno infatti registra e porta a casa il quattordicesimo pareggio stagionale, aumentando il distacco dalla zona play-off, ancora matematicamente accessibile, da quattro a cinque punti ed al contempo, stazionando ancora in undicesima posizione, sono diventate cinque anche le lunghezze che lo separano dai play-out che oramai non sembrano neppure così lontani e improbabili.
La squadra si trova attualmente in un perfetto limbo, soltanto le sue future azioni potranno condurla nel paradiso dei play-off dove forse potrà trovare una tregua o un'appacificazione con la tifoseria delusa e rumoreggiante, nella vergogna del purgatorio della metà classifica dove potrà eventualmente riscattarsi nell'anno successivo, oppure nell'inferno del girone eliminatorio dove qualsiasi cosa è difficilmente ipotizzabile.
L'unica certezza di questo Livorno incapace di farsi amare è la difficoltà di regalare la gioia più grande di ogni amante del calcio, il gol: non solo l'ultima partita ha il demerito di rappresentare il sesto pareggio a reti bianche accumulato nell'arco del campionato, ma si tratta inoltre della tredicesima partita in cui i giocatori labronici non riescono proprio a buttarla dentro.
Nelle ultime undici partite, sotto la guida di Walter Novellino, si contano due sole vittorie, sei pareggi e tre sconfitte, dodici punti in undici incontri per una media punti partita di 1,09, un risultato che lascia riflettere se confrontato con la media di 1.4 appartenuto all'esonerato Pillon.
La partita di Empoli dimostra comunque un Livorno diverso attraverso la statistica e la tattica, la squadra attua un gioco più difensivo e pronto ad aggredire in contropiede, ma egualmente inefficace davanti alla porta, proprio come quando gli amaranto cercano di costruire attraverso il centrocampo ed utilizzano una formazione votata maggiormente all'attacco.
La soluzione con un'unica punta, il lituano Danilevicius che non ha brillato per vena realizzativa in quest'anno, sembra non essere l'idea opportuna per trovare la via perduta del gol e l'esito ottenuto non può che dimostrare questa teoria che suona quasi elementare.
L'Empoli domina l'incontro maturando un 53% di possesso palla costruito con 508 palloni giocati ed una percentuale del 54% di passaggi riusciti contro il 47% livornese che può contare su 453 palle giocate, in media una cinquantina in meno del solito, per una percentuale del 51% di passaggi che hanno avuto esito positivo. Sono ben 10 i minuti netti di supremazia territoriale dei padroni di casa contro gli appena 7 degli ospiti, crolla per gli uomini di Novellino anche l'indice di pericolosità che scende al 28.5% accompagnata da una percentuale d'attacco verso la porta avversaria del 39.4% con 3 calci d'angoli conquistati e 10 tiri, di cui 5 nello specchio difeso da Belagotti, che rispettivamente portano le firme di Luci e D'Alessandro con 3 tentativi, Antunes e Danilevicius con 2. Cifre che in un certo senso non lasciano intravedere una disperata ricerca della vittoria nella partita che avrebbe potuto eliminare una pretendente per un posto nei play-off.
I ragazzi di Aglietti hanno dominato a centrocampo mantenendo spesso il pallino del gioco, non risulta infatti alcun giocatore livornese tra i migliori sei fraseggiatori dell'incontro, la cui classifica è guidata da Mirko Valdifiori e Marco Gorzegno. Stesso discorso vale per la consueta classifica dei palloni recuperati che vede ancora gli empolesi al comando con Stovini e Moro, primi con 31 interventi, seguiti in terza piazza da Bernardini che ne conta 27.
Quanto si augura è che Novellino possa cambiare atteggiamento nel prossimo incontro casalingo con l'Atalanta, seconda forza del campionato, visto che ormai il termine non è lontano ed ogni partita è ormai decisiva. Il ritorno in squadra di pedine importanti come Ahmed Barusso e Federico Dionisi potrebbero far ritornare la squadra su binari più offensivi, ma questo non è detto dato il difficoltoso impegno in vista.
Il Livorno non dovrebbe arroccarsi in difesa cercando di raccogliere un utile punticino striminzito per non arrischiarsi nella palude del rischio retrocessione contro una squadra con cui in altre circostanze un pareggio sarebbe un ottimo risultato, ma dovrebbe mostrare quell'orgoglio che è insito nell'Inno Amaranto e che sembra ormai svanito in ogni dove. Inoltre dovrebbe ricordarsi che contro quest' Atalanta arrembante, quest'anno ha già vinto due volte in trasferta, sia all'andata che in Coppa Italia.


