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Triestina-Livorno, le pagelle degli amaranto
domenica 10 aprile 2011, 09:26Calcio
di Ivano Pozzi
per Amaranta.it

Triestina-Livorno, le pagelle degli amaranto

Trieste - Alti e bassi, complessivamente, nelle pagelle amaranto all’indomani dello scialbo quanto inutile pareggio, 0 a 0, ottenuto dalla squadra di Novellino sul campo della Triestina. Vediamo, una ad una, le valutazioni dei giocatori e del tecnico del Livorno.
De Lucia. Giustifica la sua presenza col provvidenziale tocco che manda sul palo il tiro da lontano di Dettori. Il resto è routine. Voto: 6;
Salviato. Un po’ confusamente ma cerca di dare una mano all’offensiva (?) amaranto. Buono in fase difensiva, dove mette il fisico. Voto: 6;
Knezevic. Duella a lungo con Godeas, vecchia conoscenza. Le dà e le prende, qualche volta va in difficoltà ma alla lunga la spunta. Una prestazione da livornese. Voto: 6.5;
Lambrughi. Prestazione onesta, all’inizio in mezzo ma quasi subito a sinistra per l’uscita di Pieri. Non sembra mai in apprensione. Voto: 6;
Pieri. Fisico di cristallo, si fa male durante la prima sgroppata. Senza voto;
Miglionico (dall’8’ pt). Gioca praticamente tutta partita, facendo capire che il maggior problema di questo Livorno non è nel reparto arretrato. Voto: 6;
Luci. Copre una porzione enorme di campo, sempre con profitto. Parte sul centrosinistra del 4-3-1-2, poi avanza la sua posizione anche prima dell’espulsione di Dionisi, dedicandosi alla ricerca di buone occasioni offensive senza mai dimenticare la fase di contrasto degli avversari. Hombre del partido. Voto: 7;
Iori. Il bel metronomo della prima parte del campionato è un ricordo. Manuel viaggia a tre cilindri, anche oggi che obiettivamente il contrasto degli avversari non è parso né assillante né violento come altre volte. Si impegna, corre quanto può, contrasta, ma la lucidità non c’è più, e il gioco amaranto ne risente. Voto: 5.5;
Schiattarella. Per lui si potrebbe ripetere il giudizio dato per Iori. La sua fase propulsiva si è esaurita. Le sue caratteristiche ormai sono note: è volenteroso ma poco disciplinato, avrebbe dovuto marciare sulla destra ma si accentra quasi sempre, e finisce per andare a intralciare la manovra. Oggi è stato poco utile. Voto: 5;
D’Alessandro (dal 19’ st). Stenta un po’ ad entrare in partita, ma poi ci riesce e dà spinta e fantasia. Novellino ha chiesto a gran voce un rigore su di lui. Farlo giocare dall’inizio, no? Voto: 6;
Belingheri. Un pesce fuor d’acqua. Costretto a cercare spazio a destra per l’accentrarsi di Schiattarella, non inventa nulla di irresistibile. Nel finale sfiora la rete di testa anticipando la difesa avversaria. Voto: 5.5;
Tavano. Un tiro parato, un’incursione sottomisura che si conclude col pallone deviato dall’uscita disperata di Colombo. Un po’ poco, forse non è tutta colpa sua. Esce dopo essere stato toccato duramente. Voto: 5.5;
Cellerino (dal 14’ st). Dispiace dirlo, ma è inutile. Non vince mai un contrasto regolarmente, non riesce a dare un contributo reale al gioco. Gioca solo mezzora, altrimenti si sarebbe meritato un’ampia insufficienza. Senza voto;
Dionisi. Fa movimento, ma è molto poco concreto. Corona la sua non-prestazione facendosi espellere al 79° in modo incomprensibile. Voto 4.5;
Novellino. La partita va giudicata in base ai giocatori schierati, non quelli assenti. Risulta però poco comprensibile l’esclusione del giocatore chiaramente più in palla al momento, Barusso, in favore di Belingheri. Si dirà che si tratta del senno di poi, ma che questo gruppo poco digerisca la presenza di un trequartista appare evidente. Così come evidente risulta il fatto che latita il gioco sulle fasce e la profondità, e che D’Alessandro potrebbe dare questo. A ciascuno il suo ruolo, a Novellino allenare e schierare la squadra, a noi tifosi giudicare. L’unica cosa che conta è il risultato, e questo Livorno non segna nemmeno se le partite durano tre giorni. Faccia qualcosa per risolvere la situazione, se può farlo, non si lamenti per i rigori non dati. Voto: 5.