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Palazzi: "Spinelli commise illecito sportivo". Ma la realtà è diversa
martedì 5 luglio 2011, 14:33Calcio
di Lorenzo Corradi
per Amaranta.it

Palazzi: "Spinelli commise illecito sportivo". Ma la realtà è diversa

Livorno - Per il procuratore della FIGC Stefano Palazzi il Livorno, col suo presidente Spinelli, sarebbe stato colpevole d'illecito sportivo e quindi meritevole di essere di essere retrocesso in terza serie, ma graziato per via della prescrizione. E' quanto emerge dal dossier su Calciopoli-2 che il magistrato ha consegnato alla Federazione: dai favori spiccioli (rapporti con squadre estere, far allenare giocatori), fino al vero e proprio tentativo di ottenere arbitraggi favorevoli per potere salvarsi in serenità. Uno scenario terribile per chiunque si soffermi allo strato superficiale della vicenda, ma che in realtà si manifesta in ben altra maniera se si va più a fondo e si leggono le cinque intercettazioni delle telefonate avute da Spinelli con Paolo Bergamo avvenute tra il gennaio ed il maggio del 2005, tra l'altro sempre effettuate dall'ex designatore arbitrale. Praticamente per l'accusa tutto gira intorno a quel "stiamo preparando bene la partita" che emerge nell'occasione di Brescia-Livorno e di Livorno-Siena ed inteso da essa come la "prova" di accomodare la gara a favore del Livorno. Dubbi Palazzi li ha anche su Livorno-Milan, dato che Spinelli rimase soddisfatto con Bergamo della direzione di Farina. In realtà preparare bene la partita può stare a significare di farla dirigere ad un arbitro capace e di esperienza, come lo era appunto Farina ed anche De Santis (Livorno-Siena). Tra l'altro, in quest'ultimo caso, la gara fu preparata talmente bene a favore del Livorno che gli amaranto ne presero sei... Per non parlare dell'intercettazione tra l'arbitro e Innocenzo Mazzini sulla medesima partita emersa nel primo filone d'inchiesta. Ci soffermiamo infine anche su Brescia-Livorno: due rigori inesistenti assegnati (uno per parte) ed altri netti non sanzionati, nel quadro di una gara in cui Ayroldi ne combinò di tutti i colori, come spesso gli capitava quando vedeva l'amaranto. Un'accusa, quella di Palazzi, tirata un po' per i capelli, come a voler vedere per forza quello che non c'è.