Antonio Filippini dice stop, farà l'allenatore
Livorno - Lascia il calcio giocato Antonio Filippini. All'età di 38, l'ex mediano di Ospitaletto, Brescia, Palermo, Lazio, Treviso e Livorno, attacca le scarpette al chiodo come aveva fatto un anno fa il gemello Emanuele. Per lui si prospetta un incarico di allenatore della squadra Giovanissimi Regionali del Brescia. Finisce qui la carriera di Antonio, passata sempre nel mezzo al campo a rincorrere gli avversari ed a recuperare palloni, gettando il cuore oltre l'ostacolo e non tirando mai indietro la gamba. Dovunque ha lasciato ottimi ricordi ed anche a Livorno non ci si dimenticherà di lui. Venuto verso la fine dell'agosto del 2006, accolto anche da non poco scetticismo, non ci mise a conquistare i tifosi amaranto e il campionato del 2007 fu forse il migliore di quelli disputati in A con i labronici e fu anche protagonista di uno dei due episodi per i quali sarà sempre ricordato: la rete della vittoria alla Sampdoria a due giornate dalla fine che formalmente regalò la salvezza alla squadra allora allenata da Nando Orsi. L'altro è la gigantesca finale di play-off di due anni fa, ironia della sorte giocata contro il "suo" Brescia, tanto che i giornali della cittadina lombarda, il giorno dopo la gara, misero in risalto la sua prestazione al punto da definirlo uno degli artefici di quel rotondo 3-0. Quando il Livorno nel 2010 tornò mestamente in B, non pochi furono coloro che mugugnarono alla decisione della società di non rinnovargli il contratto, perché Antonio fu tra quelli che nonostante la retrocessione si salvò alla grande. Per lui in amaranto 110 gare e 4 reti (ad Ascoli, Sampdoria, Mantova e Juventus). Tornò al Brescia a settembre e pur giocando metà delle gare i sostenitori biancazzurri lo presero come esempio per l'impegno profuso. Lo aveva cercato la Feralpi Salò nei giorni scorsi, ma Antonio aveva deciso che bastava così e che a giovarsi della sua esperienza dovevano cominciare ad essere quei giovani che comincerà ad allenare. Un grosso in bocca al lupo.


