Grinta e passione
Livorno – Se è vero che una rondine non fa primavera, lo è altrettanto la sconfitta di lunedì scorso in quel di Empoli. Ma il Livorno c’è e continuerà ad esserci. Perché non è una partita persa, non è la sfortuna che si è accanita contro la squadra amaranto con ben tre infortuni, e dico tre, capitati al Castellani, ma di fronte ad una squadra vera, unita, umile, compatta e ben condotta da un Davide Nicola padre spirituale e tecnico quale è, nulla ci vieta di continuare a sognare in grande. Ci sono tutti gli ingredienti, insomma, perche il minestrone sia gustoso anche per i palati più sopraffini. A ciò, e scusate se è poco, si aggiunge la fiducia incondizionata da parte dei sostenitori di livornese fede calcistica. E’ bene soffermarci su questo aspetto che è di fondamentale importanza per i nostri ragazzi, includendoci anche l’allenatore, il presidente, insomma, tutto lo staff. La grinta che i giocatori mettono in campo, la passione che anche i cosiddetti “panchinari” hanno dentro fanno la differenza con le altre squadre. Vedere i giocatori che a fine partita escono senza più una stilla di energia rende ancor più merito a ciò che hanno raccolto sin dall’inizio di questo torneo. E’ sportivo ammettere che ci sono compagini più dotate tecnicamente, vedi il Sassuolo, vedi Verona, vedi il Varese, vedi lo Spezia e vedi lo stesso Empoli, ma ciò che conta e ci fa sedere in seconda fila è il film che vediamo settimanalmente. Attori spigliati, ben messi in campo e grintosi. Questo è quello che fanno e li rendono unici.
Gli innesti di gennaio, il redivivo Aldegani, Vacca, Decarli arrivato fresco fresco dalla Nazionale svizzera Under 21 ed infine ovviamente Duncan, ci sottolineano che la società ha grosse mire per la testa, ci indicano che Perotti sta portando avanti un programma ben preciso, improntato sui giovani di talento. E perché no, un “ evviva” al nostro presidente Aldo Spinelli che ha tenuto stretti i suoi gioielli non cedendo alle musiche alettanti di tante sirene.
Vorrei spendere due parole per Duncan. Il colored amaranto sembra uno nato e cresciuto all’ombra dei Quattro mori. Si percepisce vedendolo là in mezzo al campo, che è dotato di una tecnica invidiabile e sopraffina. Si muove da vecchio lupo di mare nel bel mezzo delle bocche di Bonifacio tra le onde di una tempesta. Potente, testa alta, legge il gioco come un veterano. Adesso il professor Nicola dovrà fare delle scelte o meglio inserire in corsa o non questi nuovi innesti.
Sabato sera arriva il Modena che ha preso due “pappine” a Varese. Un avversario ostico che pur partendo con due punti di penalizzazione si trova a 33 punti e vuole insistentemente ritagliarsi uno spazio nei playoff. Attenzione popolo amaranto, come dice lo speaker Gabriele Favilli allo stadio, ci vorrà tanta pazienza e sapienza per avere ragione degli emiliani.


