Il ruggito dell'ex furia rossa
Tristán, che ha 31 anni e quindi é ancora in grado di dare molto al calcio giocato, ha solo bisogno di tempo e di fiducia, lui stesso ne é consapevole, ed il pubblico di Livorno può aiutarlo a rilanciarsi (Marco Ceccarini)
Livorno - La notizia, rimbalzata in Italia, aveva suscitato comprensibili perplessitá. Tanto che prima la societá e poi lo stesso giocatore, nei giorni successivi, hanno sentito la necessitá di smentirla. E' accaduto che il quotidiano on-line spagnolo El Confidencial aveva pubblicato una notizia, rilanciata poi da alcune agenzia di stampa sportive italiane, in base alla quale l'attaccante Diego Tristán, in un'intervista allo stesso giornale, avrebbe detto che a gennaio può valutare l'opportunitá di continuare o meno il suo rapporto con il Livorno, affermando di cercare una squadra di seconda divisione spagnola, in particolare dell'Andalusia, o in alternativa di essere disposto a smettere di giocare. Immediata é stata la smentita del Livorno. E altrettanto pronta é stata, praticamente a ruota, la smentita dello stesso giocatore, che ha detto di voler rimanere a Livorno almeno fino al termine del campionato e ha aggiunto di ringraziare la societá presieduta da Aldo Spinelli per la fiducia concessagli e per l'opportunitá datagli di giocare nella serie A italiana. Nei giorni successivi l'allenatore Giancarlo Camolese, al fine di testarlo, ha mandato l'ex bomber del Deportivo La Coruña a giocare con la squadra Primavera di Rino Lavezzini, dove era giá stato e con la quale, fra l'altro, ha anche messo a segno una rete. E' accaduto sabato scorso sul campo di Stagno contro la Sampdoria, la cui prima squadra, ironia della sorte, giocherá domenica prossima all'Ardenza contro gli amaranto capitanati dall'ex doriano David Balleri. Il Livorno di Lavezzini, con la giovanile della Samp, ha perso 2 a 1, ma la rete della bandiera é stata siglata, su rigore, proprio da Tristán, che ha ben figurato. E buone indicazioni, per l'ex nazionale di Spagna, sono arrivate pure dagli allenamenti svolti in questi giorni al centro Coni di Tirrenia. Il che, nel complesso, rappresenta un buon auspicio per l'ex "furia rossa", che al momento rimane, con Giuliano Giannichedda, uno dei giocatori che maggiormente non hanno tenuto fede alle attese. Ora, però, potrebbe essersi sbloccato. La rete su rigore contro la Primavera della Sampdoria é stata un'importante iniezione di fiducia. Il giocatore andaluso, che ha 31 anni ed é quindi ancora in grado di dare molto al calcio giocato, ha solo bisogno di tempo e di fiducia. Egli stessi é il primo ad esserne consapevole. Il pubblico di Livorno può aiutarlo, sostenendolo, a ritrovare sè stesso. (Marco Ceccarini)
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