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Cesena-Livorno, le pagelle degli Amaranto
mercoledì 20 marzo 2013, 08:20Calcio
di Ivano Pozzi
per Amaranta.it

Cesena-Livorno, le pagelle degli Amaranto

Livorno – Una partita all’insegna del cuore, quella giocata ieri sera dal Livorno a Cesena, dove la squadra amaranto ha prodotto tante occasioni senza tuttavia riuscire a concretizzare. I voti sono sufficienti o più che sufficienti per tutti, ferma restando la necessità di approfondire alcuni giudizi.

Fiorillo. In novantasette minuti di partita tocca quattro o cinque palloni al massimo, se si escludono le rimesse dal fondo. Respinge solo un tiro di Tabanelli, forrte e centrale. Voto: 6.

Bernardini. Padrone della zona, esce vincente da tutti i duelli. Voto: 6,5.

Emerson. Si prende le consuete libertà, con sicurezza nei propri mezzi. Mai in affanno, si trova nel posto giusto sempre una frazione di secondo prima degli avversari. Voto: 7.

Decarli. Il migliore stavolta è lui. Cancella letteralmente dal campo Granoche, togliendogli la palla dai piedi un sacco di volte, e si permette anche qualche uscita offensiva nel finale. E’ una bellissima realtà. Voto: 7,5.

Schiattarella. Tarda un bel po’ a mettersi in moto, e infatti nel primo tempo l’azione offensiva del Livorno trova sfogo quasi soltanto nei tiri da lontano. Meglio nella ripresa, quando riesce molte volte a sfondare dai lati. Comunque serve la migliore versione del generoso esterno nelle ultime dieci partite. Voto: 6.

Salviato (33’ st). Non riesce a sintonizzarsi nel modo migliore con la partita, forse avrebbe avuto bisogno di più tempo. Senza voto.

Luci. Tutta la partita in campo, a differenza di venerdì sera, anche perché gli amaranto si trovavano costantemente in vantaggio numerico e lo sforzo di conseguenza era minore e maggiormente distribuito. Il capitano fa comunque e interamente il proprio dovere. Voto: 6,5.

Gentsoglou. L’elegante giocatore greco disputa una partita ordinata e grintosa, sebbene priva di acuti. Se si vuole trovare il pelo nell’uovo, ci sono stati alcuni palloni lanciati un po’ a caso in avanti, senza progetto. Alla fine dei conti, però, la somma è positiva. Voto: 6,5.

Lambrughi. Gioca con molto impegno, riesce a tenere costantemente basso l’avversario diretto, ma non a guadagnare il fondo per crossare, quindi finisce sempre per tornare indietro e scaricare in mezzo. Esce quando finisce la benzina. Voto: 6.

Gemiti (25’ st). Si può ripetere il discorso fatto per l’altro esterno subentrato. Forse per la piega che aveva preso la gara, con il Cesena rintanato nella sua tre quarti, gli spazi da utilizzare si erano ulteriormente ristretti e il tedesco non è riuscito a entrare in gara. Senza voto.

Belingheri. Pimpante ed intraprendente, agisce da trequartista con buoni risultati cercando il dialogo con le due punte e raccordandosi con il centrocampo. Cerca il tiro ripetutamente, e nella ripresa coglie un clamoroso palo. Forse su quell’episodio sfavorevole si scarica, almeno in parte, l’adrenalina degli amaranto e la partita si incanala verso il nulla di fatto. Voto: 6,5.

Paulinho. Sempre alla costante ricerca di spazi, copre tutto il fronte d’attacco. Si va spesso a prendere palla indietro, dettando il passaggio ai centrocampisti. Si mostra poco preciso nelle conclusioni a rete ma tiene costantemente sotto pressione la difesa bianconera. Voto: 7.

Dionisi. Ormai è diventato una specie di maratoneta, corre senza fermarsi mai. Si alterna con Paulinho nell’abbassarsi verso la mediana, attento a non dare un riferimento fisso agli avversari. Non minaccia più di tanto la porta avversaria, sarà per la prossima volta. Voto: 6,5.

Cellerino (28’ st). Gli manca terribilmente la forma-partita, lo si vede subito perché riesce a prendere un giallo al primo pallone che tocca. Il giudizio va sospeso. Senza voto.

Nicola. Va avanti per la sua strada, non si scompone nemmeno nella giornata in cui il Livorno, dopo lungo tempo, perde il secondo posto. Ha ragione lui: è inutile, anzi sbagliato, fare drammi. Le ultime dieci gare ci diranno la verità sul Livorno. A lui, così bravo fino ad ora, il compito di tenere alto l’indice di attenzione e di esplicitare al massimo possibile il potenziale della rosa, dalla quale attinge a piene mani, come dimostra l’esordio di Cellerino. Voto: 6,5.