La presentazione. I gladiatori amaranto nell'Arena
Ci siamo. Il momento tanto atteso è arrivato. L'agognata resa dei conti è giunta. È la sera di Verona-Livorno, una gara che, comunque vada, segnerà uno spartiacque fondamentale per il prosieguo del campionato di entrambe le contendenti. Gli amaranto arrivano all'appuntamento con due punti di vantaggio che, ma ormai non è più il caso di pensarci, potevano essere quattro se non fosse stato la serataccia di Fiorillo contro la Reggina che ha regalato il pareggio ai calabresi e due punti agli scaligeri.
La sfortunatissima partita di sabato scorso però non cambia di molto le carte in tavola. Il Livorno sale comunque al Bentegodi con due risultati su tre a disposizione. Gli amaranto sono davanti e dovranno saper leggere la partita: vietato fare calcoli ma anche correre rischi inutili consapevoli che in fondo l'ansia della vittoria tutti i costi è tutta sulle spalle dell'Hellas. Bisognerà saper controllare il loro ardore per poi colpirli quando, inevitabilmente, dovranno scoprire il fianco. Un tipo di partita che il Livorno, da squadra corsara qual è, in questa stagione ha dimostrato di saper fare molto bene. Tornare a casa davanti ai gialloblu sarebbe infatti fondamentale. Con due punti bene, con cinque decisamente meglio. Senza dimenticare che in caso di arrivo a pari punti si considera lo scontro diretto. Sotto questo punto di vista il Verona parte dallo 0-2 della gara di andata. Un altro aspetto che, all'occorrenza, sarà bene non dimenticare.
Mister Nicola ritrova Luci, Belingheri e Gentsoglou, recuperi importantissimi. Mazzoni è ancora fermo ai box e quindi, volente o nolente, tra i pali, nonostante la disgraziatissima prestazione contro la Reggina ci sarà ancora Fiorillo. A Verona vedremo se il ragazzo ha personalità. Si rivede (forse andrà in panchina) anche il redivivo Gaston Cellerino. Non ci saranno per squalifica Schiattarella e Lambrughi che però sono stati comunque convocati da Nicola e dunque partiranno per la trasferta veronese. Un altro segnale importantissimo che dimostra, se mai ve ne fosse ancora bisogno, di quanto sia unito questo gruppo.
Arbitrerà Tommasi di Bassano, uno dei fischietti emergenti del campionato cadetto. È in odor di promozione in Serie A, dovrà dimostrare di valere il massimo palcoscenico. Darà il massimo anche lui. E già che ci siamo permetteteci una piccola parentesi: perché la Disciplinare, a distanza di mesi e proprio alla vigilia di un match rovente per mille motivi, ha deciso di deferire la società amaranto per “cori incitanti alla violenza e alla discriminazione” proprio durante il match di andata contro il Verona? Tralasciando le motivazioni, peraltro discutibili, è la tempistica che lascia perplessi. Benzina sul fuoco.
Già perché a Verona, stavolta il Livorno troverà un ambiente, se possibile, più caldo del solito. Alla rivalità politica tra le due curve si deve aggiungere infatti la presenza sulla panchina scaligera di Andrea Mandorlini, un tecnico che conosciamo bene, un provocatore, che non ha fatto mistero di essere “orgoglioso di essere nemico dei livornesi”. Senza dimenticare il vergognoso episodio dei cori contro il povero Morosini intonati dagli ultrà veronesi nel match dello scorso ottobre. Se a tutto questo aggiungiamo l'importanza della partita dal punto di vista strettamente sportivo il mix è di quelli esplosivi. Nella città dell'Arena ci vorranno undici gladiatori.


