Se n'è andato Lorenzetti, giocò nel Livorno e anche nel Picchi
Livorno – E’ deceduto a Roma nella giornata di ieri, 11 luglio 2013, l’ex amaranto Giuseppe Lorenzetti, indimenticato centrocampista offensivo del Livorno edizione 1969-70, quello per intendersi che si concluse in modo brillante con Armando Picchi in panchina. In quella stagione, in Serie B, Lorenzetti disputò 22 presenze segnando anche una rete. Nato a Roma il 19 marzo 1948, egli ha collezionato quattro presenze in Serie A e 77 con nove gol in Serie B. Ben 108 sono state le partite giocate con la maglia dell’Alessandria dal 1970 al 1973 in Serie C, squadra con la quale vinse anche una Coppa Italia della Lega Semipro (attuale Lega Pro, ndr). Cresciuto nelle giovanili della Lazio, aveva debuttato in B nel torneo 1967-68 e quindi aveva collezionato altre presenze con la Lazio nel campionato successivo, sempre in B. Passato al Livorno, come detto, si contraddistinse nel torneo cadetto. Poi, dal Livorno, passò all’Alessandria. Dopo un anno al Rimini in C nel 1973-74, fu prelevato dal Foggia, dove rimase dal 1974 al 1980 con la sola parentesi della stagione 1977-78 quando fu ancora a Rimini, nel frattempo salito in B. Con il Foggia debuttò in A nel campionato 1976-77, esattamente il 12 dicembre 1976, ironia della sorta nel match che vide i rossoneri opposti alla Lazio, squadra della sua gioventù. E sempre nel Foggia, nel campionato 1979-80, chiuse la carriera a livello professionistico, dopo aver segnato, al Livorno, una delle due reti che valsero ai rossoneri la vittoria contro gli amaranto, il 25 maggio 1980, nella gara che valse, di fatto, la promozione in B del Foggia a scapito proprio del Livorno. Dopo aver chiuso con il professionistico, Lorenzetti si stabilì per un po’ a Livorno, dove giocò nel Picchi in Promozione e dove iniziò a svolgere l’attività di preparatore. In seguito si stabilì all’isola d’Elba, dove fu nello staff tecnico dell’Audace di Portoferraio, quindi fu il preparatore degli arbitri livornesi. Aveva 65 anni. Da qualche tempo era tornato nella sua Roma, ma aveva sempre mantenuto buoni rapporti con la città di Livorno e con i non pochi amici livornesi.


