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ESCLUSIVA MN - Dida: "Il Milan per me è una famiglia. Maignan? Portiere eccezionale"TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 19:00ESCLUSIVE MN
di Lorenzo De Angelis
per Milannews.it

ESCLUSIVA MN - Dida: "Il Milan per me è una famiglia. Maignan? Portiere eccezionale"

Nelson Dida, ex portiere del Milan dal 2002 al 2010, è intervenuto nella prima puntata del podcast "Derbyssimo Legens x MilanNews"

Nel corso del secondo appuntamento del podcast "Derbyssimo Legends x MilanNews" (CLICCA QUI per vedere la puntata completa su YouTube), Stefano Fisico e Stefano Eranio hanno intervistato Nelson Dida, storico portiere brasiliano che ha vestito la maglia rossonera dal 2002 al 2010, vincendo, da protagonista, 2 Champions League, 2 Supercoppa UEFA, un Mondiale per Club FIFA, uno scudetto, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Di seguito alcuni estratti della sua intervista. 

Puoi tenere solo un trofeo: Manchester 2003, Mondiale 2002 o Atene 2007?
"È una brutta scelta (ride, ndr). Posso tenerli tutti e tre? Se devo sceglierne uno scelgo la Champions del 2003, perché è stata particolare. Ai rigori sono stato decisivo. Anche il Mondiale è importantissimo". 

Sei stato un leader silenzioso: limite o forza?
"Sono stato molto bene. Silenzioso nel senso che non comunico sempre fuori dal calcio, ma in campo comunicavo con tutti, prima e dopo la partita. Silenzioso solo perché sono un ragazzo molto timido, non mi piaceva stare davanti alle telecamere. Però mi rispondevo a tutte le domande dei giornalisti, sapevo facesse parte della mia vita. Però ti dico la verità, sono rimasto molto contento di tutto quello che ho fatto nella mia carriera". 

C'è stato un momento in cui ha detto: "Sono davvero arrivato"?
"Penso di sì. Non è stato nel Milan ma nel Corinthias. Mi sentivo davvero forte, difficilmente mi facevano gol, anche dagli 11 metri". 

Qual'era il segreto per farsi rispettare in uno spogliatoio come quello del Milan?
"Essere umili. Avere l'umiltà. Arrivare nel Milan e trovarsi davanti tanti calciatori importanti è stata divina per me. Vedevo come dovevo comportarmi nello spogliatoio, la presenza di Paolo (Maldini, ndr), era fondamentale. Avere tutti questi campioni vicino a me mi ha fatto crescere. Mi è servito tanto: comportarsi meglio, dedicarsi. Quel periodo lì era bello vivere nello spogliatoio, scherzare con i compagni, poi adesso non so come funziona con i cellulari...". 

Tu eri più istinto o lavoro?
"Tutti e due. Sono un ragazzo che arrivava prima di tutti ed andava via dopo di tutti. Mi dedicavo per restare in forma fisica, tecnica, mentale, perché sapevo quanto più lavoravo in partita mi sentivo meglio. Poi certo, ero anche molto istinto, reattività". 

Oggi conta più la preparazione o il talento?
"Il talento è importantissimo. Avere la consapevolezza di poter fare cose spettacolari è importanti. Poi ovviamente lo è anche la parte fisica, quindi devi avere questa preparazione, corsa fisica, perché si corre per 90 minuti". 

Dida poi si prende dello spazio per commentare Maignan
"Mi piace tanto Mike (Maignan, ndr). Secondo me è un portiere eccezionale, un grandissimo. È bravissimo con entrambi i piedi. Quando è arrivato al Milan aveva solo un pensiero: lanciare la palla il più lontano possibile. Non sapeva ancora quale fosse la scelta migliore. Abbiamo lavorato un anno ed adesso ha una conoscenza grandissima. Lui è bravissimo in questo ruolo, ed oggi riesce a capire dove mettere la palla". 

Il momento più difficile della tua carriera?
"Quando sono arrivato al Milan che poi sono andato in prestito a Lugano. Sono arrivato, primo giorno, sono arrivato e c'era la neve. L'allenatore mi disse di farmi qualche giro di campo e nel frattempo pensavo "Ma chi me l'ha fatto fare di venire qua?", anche perché ero senza famiglia, in un altro paese. Però è stato un momento che ho dovuto affrontare, mi sono buttato ed anche se non ho avuto la possibilità di giocare lì mi sono servito molto e mi ha aiutato a crescere". 

Lo spogliatoio del Milan che hai vissuto era davvero così zeppo di campioni o è stata più importante la forza del gruppo?
"Quando arrivava qualcuno nuovo poteva casomai disturbare l'equilibrio all'interno dello spogliatoio, ma noi siamo sempre stati bravi a rimetterlo in riga. Se tu hai un gruppo così coeso, importante, che riesce a cambiare anche la gente quando arriva da fuori, cambiando addirittura la mentalità di qualcuno. Nei 10 anni che sono stato al Milan sono stato con giocatori fantastici, che davano il meglio di loro, però sono stato veramente benissimo a vivere questo peiodo". 

Quale portiere ti assomiglia oggi?
"Ho parlato prima di Mike (Maignan, ride, ndr). L'ho conosciuto quando è arrivato al Milan, ho lavorato un anno con lui. Lui aveva qualcosa di particolare. Vedevo in lui una forza diversa. Abbiamo creato una grandissima amicizia. Capitava che veniva ad allenarsi anche dopo le partite, facendo allenamenti specifici. Non è da tutti". 

Il Milan per te è...
"Una famiglia".