Ibrahimovic: "In Italia il calcio è una religione. Se va bene tutti cantano, se va male..."
A differenza di Tare, Furlani, Moncada e Allegri, Zlatan Ibrahimovic è rimasto al Milan e addirittura, nonostante stagioni non brillantissime, avrà pieni poteri per il futuro. Il consigliere di RedBird, fondo proprietario del club rossonero, che presto commenterà il Mondiale per Fox Sports, ha rilasciato un'intervista all'emittente sul significato del calcio nel nostro Paese: "In Europa la pressione è altissima. In Italia, dove ho trascorso moltissimo tempo, il calcio non è solo essere tifosi, è una vera e propria religione".
Anche da questo infatti deriva la contestazione da parte dei tifosi. Ibrahimovic ha proseguito: "Se giochi per la loro squadra, qualunque essa sia, il club è più importante della loro stessa famiglia. Questo succede perché le persone nascono già milaniste, juventine o interiste. Tu stai giocando in una squadra che appartiene a loro".
Le sue dichiarazioni sembrano perfette per la situazione attuale, con il Milan che è arrivato quinto ed è rimasto fuori dalla Champions League: "Quando tutto va bene, tutti cantano e le cose sono ok; quando le cose vanno male, allora devi essere forte mentalmente e come una persona. Ci sono situazioni in cui arrivi all’allenamento con la tua macchina e ci sono diecimila persone che ti colpiscono la macchina".
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