Amorim e il suo addio polemico allo United: "I giornalisti ricevono veline". Benvenuto in Italia
Il Milan punta su Ruben Amorim, e non è una scelta scontata. Il tecnico portoghese, che stamattina ha firmato in via telematica il suo contratto, è giovane, promettente, reduce da un’esperienza infelice, con un’idea molto solida e resistente del tipo di calcio che intende proporre e con ben poco timore di dire le cose come stanno. O come ritiene che stiano, sia ai tifosi che ai giornalisti. Cosa potrà mai andare storto?
A Manchester sono volati gli stracci. Proprio l’avventura allo United, non felice sotto diversi punti di vista, racconta molto del carattere di Amorim. Accusato di non voler cambiare modulo nonostante le difficoltà dei Red Devils, ha sempre detto alla stampa di voler rimanere fedele alle sue idee, a prescindere dal resto. Il tutto in un’escalation di tensione fino ai giorni del suo esonero, arrivato dopo alcune conferenze stampa in cui ha messo sotto accusa anche i rapporti tra il club e il sistema mediatico nel suo complesso.
“Ho notato che ricevete informazioni selettive su tutto”. Così, il 4 gennaio, dopo il pareggio con il Leeds, infastidito dalle domande sulla fiducia a tempo, Amorim rispose ai cronisti. “Informazioni selettive”, nel linguaggio giornalistico italiano, si può tranquillamente tradurre anche con “veline”. Nella stessa conferenza stampa, per la cronaca, Amorim disse di essere andato allo United per fare il manager e non l’allenatore. E poi fece riferimento a uno dei pundit più famosi d’Inghilterra: “Se la gente non riesce a reggere Gary Neville e le critiche su qualsiasi cosa, allora dobbiamo cambiare il club”. Il club decise di cambiare lui: il giorno dopo fu esonerato.
Benvenuto in Italia, verrebbe da dirgli. Posto che in qualsiasi Paese i rapporti tra club e stampa hanno le loro dinamiche - ed è normale che sia così -, da noi la critica sa essere spesso feroce, rapida, non concede tempo, su più piattaforme. Quanto alle informazioni selettive, attenzione anche agli incontri selettivi.
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