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Nazionale, è la settimana del ct: Mancini, Pirlo o una sorpresa. Giovedì Malagò a MilanoTUTTOmercatoWEB
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ieri alle 13:05Serie A
di Ivan Cardia

Nazionale, è la settimana del ct: Mancini, Pirlo o una sorpresa. Giovedì Malagò a Milano

Concluso il Mondiale, l'Italia aspetta il nuovo commissario tecnico. Il nome uscirà dalla shortlist formata da Malagò, Maldini e Leonardo
Un Mondiale da spettatori, senza nemmeno il commissario tecnico. La Nazionale italiana ha vissuto alla TV la rassegna iridata, senza che nel frattempo la Federcalcio sia riuscita a trovare l’erede di Gennaro Gattuso, al netto dell’interim di Silvio Baldini. Si torna in campo a settembre - il 25 la prima sfida di Nations League con il Belgio - e quella che inizia dovrebbe essere la settimana giusta per andare a dama. Forse è anche solo questione di ore.

Decide Paolo Maldini

La grande novità, seguita all’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, è stata la nomina di Paolo Maldini come direttore tecnico. Al suo fianco, l’ex Milan ha voluto Leonardo come advisor, “ricambiando” la chiamata avvenuta proprio in rossonero nel 2018. A loro la decisione del ct, nell’ambito di un ampio mandato per riorganizzare la parte tecnica della Federcalcio. Anche se, ovviamente, essendo una scelta formalmente del presidente, sarà condivisa con Malagò.

Giovedì a Milano

I tre - Malagò, Maldini e Leonardo - saranno peraltro a Milano giovedì e parteciperanno all’assemblea di Lega Calcio Serie A. Non è un dettaglio secondario: in quell’occasione, i club del massimo campionato discuteranno la proposta di Beppe Marotta di dare un contributo economico al nuovo corso della Nazionale. Soldi che tornerebbero utili anche per il ct, dato che il bilancio federale non vive un momento di grande splendore.

I candidati forti: Conte, Mancini, Pirlo

La shortlist discussa prima dell’arrivo di Maldini si è allargata. Roberto Mancini e Antonio Conte sono sempre stati considerati i grandi favoriti. Il primo vanta un legame di lunga data con Malagò e costi accessibili, ma paga l’ostracismo dei club di Serie A, ancora piccati dalla fuga araba del 2023. Il salentino è il preferito del massimo campionato, ma costa tanto e non convince chi ricorda come abbia difficoltà nei lunghi legami. Quello con l’Italia deve guardare almeno al 2030, anno dei prossimi Mondiali. Le loro quotazioni sono scese con l’arrivo di Andrea Pirlo: Maldini l’avrebbe già voluto al Milan, per sostituire Stefano Pioli. Ha meno appeal per la sua carriera da allenatore, ma rappresenterebbe una scommessa coerente con un nuovo corso e, in un certo senso, si avvicinerebbe all’idea di un tecnico federale (come, per esempio, lo sono, sebbene in maniera diversa, Scaloni e De La Fuente).

Gli altri nomi: occhio alla sorpresa

Le stesse modalità di scelta di Maldini e Leonardo lasciano il campo aperto a qualsiasi soluzione. Il brasiliano, nello specifico, non era mai stato accostato alla FIGC: un manifesto di quanto Malagò e Maldini sappiano “coprire” le loro tracce. Oltre allo stesso Pioli, i nomi fatti sono tanti. La suggestione Pep Guardiola sembra caduta, dato che arrivare al catalano è oggettivamente complicato e lui stesso ha chiuso la porta negli ultimi giorni. A Maldini e Leonardo non dispiacerebbe pescare tra gli eroi del 2006, ma in questo caso si ritornerebbe alla soluzione Pirlo (De Rossi e Grosso sono legati a Genoa e Fiorentina). Tra le possibili sorprese, anche l’ormai ex ct della Francia, Didier Deschamps, e l’idea di rilanciare Thiago Motta, che al PSG ha lavorato per anni proprio con Leonardo.