Pochi rigori, meno interruzioni ma anche diversi errori: ai Mondiali si fa polemica sugli arbitri
Tra le novità più discusse del Mondiale 2026 non ci sono soltanto le prestazioni delle nazionali in campo, ma anche il modo in cui vengono dirette le partite. Gli arbitri sembrano aver adottato una linea molto più permissiva rispetto al passato, privilegiando la fluidità del gioco e limitando al minimo le interruzioni.
L'obiettivo delle nuove direttive è chiaro: aumentare il tempo effettivo di gioco e rendere le partite più spettacolari. Una filosofia che sta trovando consensi tra diversi osservatori. Samuel Umtiti, intervenuto a RMC, ha commentato positivamente questo approccio: "Lo trovo logico, normale, e con queste regole stiamo facendo progressi nel calcio".
Anche Daniel Riolo ha evidenziato gli aspetti positivi del nuovo indirizzo arbitrale: "Il gioco è molto meno frammentato, meno spezzettato e le partite sono più piacevoli da seguire". Tuttavia non mancano le polemiche. In numerose occasioni sono stati contestati mancati rigori, espulsioni non comminate e interventi del VAR ritenuti insufficienti o errati.
Tra gli episodi più discussi figurano due presunti rigori non assegnati alla Francia contro Senegal e Iraq, oltre ad alcune decisioni controverse nella sfida tra Argentina e Algeria, inclusa un'azione che avrebbe potuto costare il cartellino rosso a Lionel Messi e un gol annullato all'Albiceleste per un fuorigioco ritenuto inesistente.
In questo contesto, arrivano invece giudizi positivi per gli arbitri francesi François Letexier e Clément Turpin, protagonisti di prestazioni apprezzate in Ecuador-Costa d'Avorio e Inghilterra-Croazia. Un bilancio che conferma come il nuovo stile arbitrale stia rendendo il torneo più scorrevole, ma anche più discusso.
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