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Il nuovo Monza incontra la stampa, Baldissoni: "Servono idee e metodo"
Oggi alle 15:26Focus
di Stefano Moroni
per Tuttomonza.it

Il nuovo Monza incontra la stampa, Baldissoni: "Servono idee e metodo"

Dopo la sofferta qualificazione in Serie A, in data odierna presso l'U-Power stadium, si sono espressi i vertici del Monza in vista della prossima stagione, descrivendo i programmi futuri della società, per l'occasione è intervenuto in prima persona l'amministratore delegato Mauro Baldissoni.

Il dirigente ha descritto così il nuovo progetto:
"Sarà fondamentale focalizzare l'attenzione sul metodo di lavoro, il Monza è una squadra di calcio ma non si deve limitare al risultato del campo, deve rappresentare un’industria che produce spettacolo. Il calcio è una vera e propria piattaforma sociale e ogni società deve poter esprimere una connotazione identitaria che in parte è determinata dalla storia del club, ma deve essere anche integrata con una chiara direzione che il management deve perseguire".

Per illustrare il progetto, l'ad dei biancorossi si è ispirato al mondo dell'automobilismo, sfruttando il modello del gran premio di Monza per indicare che il club vuole prendere un orientamento ben preciso:
"Da mesi avremmo voluto indicarvi la nostra direzione, ma tutto quello che è successo in campo non ci ha permesso di farlo prima. Abbiamo definito il nostro programma come Monza Drive, il cui obiettivo finale deve essere quello di far arrivare il club prima degli altri. La cosa fondamentale consiste nel sapere dove andare: non è una cosa scontata, bisogna avere idee chiare altrimenti il rischio è affidarsi a terzi esterni alla società che possono creare solamente confusione. In questo senso bisogna essere in grado di governare la velocità di sviluppo e non subirla, la performance deve portare a trasformare il metodo in risultati positivi sul campo".

Baldissoni ha poi illustrato quale sia la chiave per perseguire un successo a livello internazionale partendo dalle basi territoriali:
"E' necessario creare una visione chiara: Monza vuole essere riconosciuto a livello globale tramite l'innovazione che non rappresenta solo un tema sportivo, ma anche culturale a cui teniamo moltissimo e per farlo riteniamo necessario l'utilizzo delle nuove tecnologie applicate all'ambito sportivo. Queste utilizzate nel modo giusto possono portarci ad avere un vantaggio competitivo nei confronti delle altre società".

Inoltre ha poi esplicitato quale sia la vera mission del club che deve prendere il via dalle basi:
"La società deve formare i calciatori di tutte le categorie, dal settore giovanile fino alla prima squadra. Questo lo riteniamo un pilastro del progetto, ma per farlo bisogna lavorare su una specifica scelta metodologica: i principi di gioco devono essere chiari fin da subito e non solo sul campo, ma in tutto il territorio, la nostra volontà è testimoniata dal fatto che in questi pochi mesi abbiamo già raddoppiato il numero delle accademy. Serve impegno concreto per trasferire la visione metodologica sulla formazione del talento".

Infine ha concluso con una riflessione sulla crescita dei giovani:
"E' fondamentale omogeneizzare l'analisi tecnica dei calciatori stabilendo un linguaggio coerente. Spesso le società identificano qualcuno esterno da acquisire senza riuscire poi ad amalgamare la metodologia di analisi con i giocatori già interni alla società e questo a mio parere è un grosso errore da non commettere. I settori giovanili hanno un grande numero di calciatori ma quelli che poi arrivano realmente in Serie A sono in percentuale inferiore al 3%, secondo me questa cifra è molto bassa, si può fare di meglio, sono ragazzi che di anno in anno vengono confermati e se poi non si riescono a trasformare in professionisti, significa che qualcosa manca e noi cercheremo di migliorare prima di tutto sotto questo aspetto".