Il CONI può davvero commissariare la FIGC? C'è una sola ipotesi, ecco cosa dicono le regole
"Il CONI può commissariare una federazione per gravi mancanze amministrative, quando gli organismi non funzionano, per inefficienza, se non viene presentato il bilancio nei tempi utili, ci sono perdite patrimoniali, c'è una cattiva gestione etico morale, organizzativa, si verifica il mancato inizio dei campionati". A ribadirlo, in un'intervista a Corriere della Sera è il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, in queste ore concitate in cui si stanno muovendo i primi passi (o si prova a farlo) verso un cambio radicale del calcio italiano.
Tra dimissioni dei vertici federali e possibili nuove nomine, appunto, c'è anche lo scenario di un eventuale commissariamento della Federcalcio da parte del CONI.
Non sarebbe la prima volta. La FIGC, nel corso della sua storia, è stata commissariata in più occasioni. In tutti i casi, però, i risultati sportivi ne furono al massimo il presupposto. La prima volta avvenne nel 1958, dopo la prima mancata qualificazione ai Mondiali. Negli anni ’80 ci fu il Totonero, nel 1996 il rinvio a giudizio di Antonio Matarrese, nel 2000 la mancata rielezione di Luciano Nizzola. Nel 2006, ovviamente, Calciopoli, e infine il caos nel 2017, dopo la prima di tre mancate qualificazioni e le dimissioni di Carlo Tavecchio. In tutti i casi, però, si partì dalle dimissioni di chi c’era e da una situazione di ingovernabilità interna. Sono questi, del resto, i presupposti.
Cosa dicono le regole. Dopo le parole di Buonfiglio di cui sopra, entriamo nello specifico. La materia è trattata dallo Statuto del CONI, che all’articolo 6 prevede la competenza del Consiglio Nazionale per il commissariamento di una Federazione Sportiva, su proposta - in base all’art. 7 - della Giunta Nazionale. I casi in cui questo sia possibile, però, sono elencati tassativamente, e nello specifico: a) in caso di gravi irregolarità nella gestione o di gravi violazioni nell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi; b) in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi; c) nel caso che non siano garantiti il regolare avvio e svolgimento delle competizioni sportive nazionali. L’articolo 22 aggiunge poi l’ipotesi di commissariamento in caso di mancato adeguamento dello Statuto federale alla Carta Olimpica, allo Statuto del CONI e ai Principi Fondamentali emanati dal Consiglio Nazionale. Non andiamo ai Mondiali, ma nessuna di queste ipotesi è, ovviamente attuale. Per il commissariamento si passa dalle dimissioni di Gravina e poi, eventualmente, dall’ingovernabilità federale.
Quindi, in questo caso, l'unica ipotesi fattibile è la "b)", ovvero "in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi", riferito organi direttivi. "Anche qualora dovesse dimettersi, spetterebbe a Gabriele Gravina il potere di portare alla nuova assemblea l'elezione del consiglio federale e del nuovo presidente", ha spiegato ulteriormente Buonfiglio.
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