Napoli, Conte: "Futuro? Il presidente conosce benissimo il mio pensiero già da un mese"
14:15 - Tra pochi minuti le dichiarazioni di Antonio Conte al termine di Pisa Napoli. Diretta testuale a cura di TMW.
Un giudizio sull'annata e sul futuro
"Per quello che riguarda la stagione, se vi ricordate bene la mia prima conferenza stampa a Dimaro, dissi subito che ci dovevamo preparare ad affrontare un'annata complessa. Ed è anche per questo motivo che in passato c'erano tante voci che parlavano di una mia possibile partenza. Io però ho sempre detto che, quando finirà il mio ciclo qui, spero di lasciare una base solida, un gruppo capace di continuare a lottare per dare fastidio alle 'solite note': Inter, Juventus e Milan.
Sapevo che quest'anno sarebbe stato difficile. Quando introduci nove, undici giocatori nuovi, non lo fai semplicemente perché hai voglia di spendere soldi, come ho letto da qualche parte. Se non hai i giocatori, sei costretto a implementare la rosa, altrimenti non avrei certo chiesto io di portare dentro undici elementi. E quando inserisci così tanti giocatori è inevitabile riscontrare delle difficoltà di inserimento: parliamo di undici 'cervelli' diversi che devono entrare in simbiosi con il gruppo preesistente. È inutile negarlo, ci sono state delle difficoltà e questo ci ha impedito di affrontare tutte le competizioni con la profondità e la continuità che pensavamo di avere. Al tempo stesso, dobbiamo essere giusti: abbiamo subito infortuni gravi. Ho sentito parlare di 'metodologia di allenamento sbagliata', ho sentito dire tante cose inesatte. Certo, a Napoli ho cambiato metodologia: ho preso una mazza e l'ho data sulle caviglie dei giocatori! Abbiamo rotto Lukaku, abbiamo rotto Neres, a Meret gli abbiamo rotto il piede, a Di Lorenzo gli abbiamo rotto il ginocchio... Parliamo di infortuni gravi e traumatici che purtroppo quest'anno ci sono capitati. Quando subisci infortuni del genere non ci puoi fare niente, devi solo essere bravo a gestire l'emergenza. E noi siamo stati bravi a farlo. Ringrazierò sempre quei ragazzi che si sono fatti trovare pronti, giocatori che magari dovevano essere dei semplici comprimari e invece sono diventati fondamentali per il Napoli. Ci hanno mantenuto in alto, e se oggi stiamo festeggiando la qualificazione in Champions League è proprio grazie a chi ha tenuto la barca a galla in quel periodo. Non dimentichiamoci che siamo riusciti a vincere la Supercoppa contro avversarie come Juventus, Inter, Milan e Bologna. C'è stato un grande rammarico, e i ragazzi lo sanno bene: la delusione per l'eliminazione con il Copenaghen è stata enorme. Nonostante fossimo contati e ci fosse molta fatica, ce la siamo giocata, ma siamo usciti in malo modo per un rigore. Quella è sicuramente la cosa che ci ha dato più fastidio ed è un'amarezza rimasta dentro lo spogliatoio. Per il resto, provo una grande emozione. Tutti quest'anno hanno dimostrato di sudare la maglia. Nei momenti di grande difficoltà bisogna ringraziare le curve, e non lo dico per fare il ruffiano, ma perché è la verità. Ci sono rimasti vicini e hanno dato un grandissimo sostegno alla squadra. Parliamo di gente che lavora, fa sacrifici e paga il biglietto per venire anche in trasferta. Altri avrebbero potuto mollarci, loro non lo hanno fatto. Questa sinergia tra noi e i tifosi è stata una cosa bellissima. Ora vorremmo mettere la ciliegina sulla torta, ovvero finire il campionato subito alle spalle dell'Inter. Per qualcuno può non significare niente, ma per noi significa aver fatto due annate importanti, oltre alla Supercoppa. Per quanto riguarda il futuro... guarda, manca ancora una partita. Come dicevo prima, io ho un rapporto di amicizia con il Presidente. Sono arrivato a Napoli in un momento di estrema difficoltà, dopo un decimo posto e una situazione che si viveva in maniera molto nera e deprimente. Avevo promesso che, nel momento in cui la mia esperienza a Napoli fosse finita, avrei lasciato un gruppo solido e ambizioso, capace di lottare e dare sempre fastidio. Ricordatevi che ho sempre detto: 'Non siamo i più forti, ma dobbiamo diventare i più duri'. Il Napoli deve dare fastidio ogni anno a Juventus, Milan e Inter. Il Presidente conosce benissimo il mio pensiero già da un mese. Abbiamo parlato delle cose positive e di quelle meno positive. Il rapporto con lui è molto sereno, mi ha sempre dato fiducia a prescindere da cosa succederà l'anno prossimo. Gli sarò sempre grato per avermi dato l'opportunità di allenare in una piazza simile. Devi allenare il Napoli per capire cosa significhi. Vivere questo ambiente, vivere questa passione, sia nel bene che nel male. Me lo hanno sempre detto: vincere e festeggiare a Napoli è la cosa più bella del mondo, vale dieci volte di più rispetto a vincere in un altro club.
La crescita di McTominay e Hojlund
"Sono cresciuti tanto, davvero tanto. Penso che Scott sia cresciuto in maniera esponenziale, diventando un centrocampista totale e completo, e lo ha dimostrato ampiamente sul campo partita dopo partita. Per quanto riguarda Rasmus, deve solo continuare a lavorare. È veramente giovane, ragazzi, ha solo 23 anni e deve capire che ogni singolo giorno va sfruttato al massimo per migliorarsi. Secondo me ha dei margini di crescita enormi per diventare un attaccante veramente forte. Deve mettersi a testa bassa a lavorare, credere ciecamente in quello che gli dice l'allenatore e continuare a fare quello che sta già facendo con grande impegno. Parliamo di ragazzi con la testa a posto. Sono ragazzi solari, sempre sorridenti, a cui piace stare a Napoli. Amano questa passione calcistica e si lasciano trascinare, perché sanno quanto l'entusiasmo di questa piazza sappia essere incredibilmente coinvolgente."
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